La vera e fidele discrittione di tutto il Contado di Zara et Sebenico molto diligentemente descritto, et con ogni diligentia
La vera e fidele discrittione di tutto il Contado di Zara et Sebenico molto diligentemente descritto, et con ogni diligentia | Stampe | FORLANI Paolo
La vera e fidele discrittione di tutto il Contado di Zara et Sebenico molto diligentemente descritto, et con ogni diligentia
La vera e fidele discrittione di tutto il Contado di Zara et Sebenico molto diligentemente descritto, et con ogni diligentia | Stampe | FORLANI Paolo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1570
- Luogo di stampa
- Venezia
- Formato
- 410 X 295
- Incisori
- FORLANI Paolo
- Soggetto
- Croazia
Descrizione
In basso a destra, in un riquadro, è inciso il titolo: La vera & fidele descrittione di tutto il Contado di Zara & Sebenico, molto diligentemente descritto, et con ogni diligentia intagliato da Paolo Forlani Veronese. Jn Venetia lâAnno 1570. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei venti: TRAMONTANA, OSTRO; LEVANTE, PONENTE, il nord è in alto. Carta priva di scala grafica e graduazione ai margini. La prima derivazione in rame della carta di Zara e Sebenico di Matteo Pagano si deve a Paolo Forlani. che traduce fedelmente il modello originale. Il primo stato della carta, sconosciuto a Woodward, è privo di titolo e dati editoriali. La carta ebbe un notevole seguito e fu replicata da Ortelius con la tavola inserita nel Theatrum Orbis Terrarum (1573) e, con il titolo di Vera et Fidelis Descriptio Comitatus Zarae et Sebenici uti impresa est olim Venetiis a Paulo Forlani, da Gerard De Jode (1578). Il primo stato della carta, ante litteram, è conosciuto solo attraverso lâesemplare della Bibliothèque Nationale di Parigi. Destombes, dalle abrasioni sulla data che si riscontrano nellâedizione con il titolo nel cartiglio (1570), sostiene che esiste una tiratura datata 1566. Una quarta e definitiva stesura della mappa, reca nel cartiglio la tavoletta ansata che secondo alcuni studiosi sarebbe la sigla di Paolo Forlani. Tuttavia, visto che questo elemento figurativo ricorre solo sulle prove tardive delle lastre del Forlani, crediamo che identifichi un altro editore, forse Girolamo Porro. Nel catalogo della tipografia di Antonio Lafreri (n. 38) è presente la voce âContado di Zarraâ che potrebbe identificare questa carta, presente in diverse raccolte cinquecentesche che recano il frontespizio Tavole Moderne di Geografia dellâeditore francese. à plausibile che il Lafreri avesse una sorta di esclusiva di vendita dellâopera per la città di Roma. In alternativa la matrice potrebbe essere confluita nella tipografia romana attraverso Claudio Duchetti. Paolo Forlani, mercante di stampe e incisioni di origine veronese, è attivo a Venezia tra il 1560 ed il 1574. Le sue incisioni, in gran parte di soggetto geografico, risultano pubblicate dai principali editori e stampatori veneziani; importante per il Forlani è la collaborazione con Giacomo Gastaldi, del quale incise ben 13 carte, e con Giovanni Francesco Camocio e la famiglia Bertelli. Attraverso le dediche riportate sulle stampe è stato possibile avere delle interessanti informazioni circa la sua attività commerciale ed appurare lâesistenza di una sua bottega per il commercio delle stesse. Tra il 1566 ed il 1568 risulta attivo a âMerzaria al segno della colonnaâ, mentre dal 1569 âin Merzaria alla libreria della naveâ. Dopo il 1574 si perdono le notizie di Paolo Forlani, che probabilmente muore durante la pestilenza che afflisse Venezia tra il 1575 ed il 1576. Acquaforte e bulino, 1570, firmata e datata in lastra in basso al centro. Esemplare nel quarto stato finale descritto in Bifolco/Ronca, con la tavoletta ansata nel cartiglio. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana âstemma con fioreâ (sconosciuta al Woodward), con ampi margini, in ottimo stato di conservazione. Opera molto rara nella sua stesura definitiva, conosciuta in soli 2 esemplari istituzionali: Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana. Bibliografia Bifolco-Ronca, Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo, p. 1384, tav. 636 IV/IV; Almagià (1929): tav. XXXV; Almagià (1948): p. 102, n. 39; Borroni Salvadori (1980): n. 49; Destombes (1970): n. 16; cfr. MlinariÄ (2011): pp. 72-90; Tooley (1939): n. 600; Woodward (1990): n. 92; Woodward (1992): n. 65.