Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

I Patrioti delle Quattro giornate e la Pace

I Patrioti delle Quattro giornate e la Pace | Stampe |

Stampe
100,00 €

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Soggetto
  • Napoli, Quattro Giornate, Edoardo Pansini, Antofascismo

Descrizione

Manifesto murale originale, cm 61×85,5, Napoli, (1946). Realizzato dal Fronte Unico Nazionale Patrioti d’Italia e Garibaldini. I Patrioti delle Quattro Giornate e la Pace. Affisso dai Patrioti napoletani nel Terzo anniversario delle Quattro Giornate (ottobre 1943) e in occasione della Conferenza di Pace di Parigi (29 luglio-15 ottobre 1946). Stampato solo al recto. Naturali tracce d’uso, insignificanti strappetti senza perdita e qualche lieve mancanza che non altera la lettura del testo; tracce di foxing, pieghe morte. Raro. Parigi oggi si è sovrapposto al principio di fratellanza internazionale quello della conquista, camuffata dal diritto del vincitore a spoliare il vinto […] I Patrioti napoletani esclusi oggi dalla vita politica del Paese , imbavagliati – si vieta ancora oggi la pubblicazione del loro giornale¹ sospeso dagli alleati – non hanno il mezzo legale per recarsi alla Conferenza della Pace ove avrebbero chiesto se il diritto di nazionalità sia un diritto che possa essere subordinato alla vendetta del vincitore ove mai l’Italia considerata tutta fascista fosse la perditrice della guerra; cio che è diritto non può in nessuna maniera essere annullato. […]. «Edoardo Pansini, che sopravvive al figlio, è un personaggio scomodo: rappresenta idealmente quella parte di città che non accetta di essere liberata, come i settantaquattro militari napoletani che, nei Balcani, dopo l’armistizio, entrano nella Divisione Italia e danno man forte ai partigiani di Tito. Non a caso, Pansini non scioglie il suo gruppo, prova a stanare i gerarchi, sfonda le porte delle loro case, sequestra il cibo che vi nascondono per alimentare il mercato nero e lo distribuisce al popolo stremato. Ha replicato con fermezza alla tracotanza nazifascista, ha messo i democratici Alleati di fronte a un popolo che possiede coraggio e dignità, ma questo non conta. Pansini è un intralcio per gli americani, che non vogliono colpire i fascisti e lasciarsi alle spalle gente libera di cui temere. Sono loro, gli americani, a chiudere una sua rivista già censurata dal regime, mentre le manette dei carabinieri chiudono la sua carriera di rivoluzionario. Il Codice Rocco, ancora oggi prodigo di aiuti per chiunque miri alla dignità d’un popolo, giunge a immediato sostegno e il capo partigiano dovrà difendersi dall’accusa di violazione di domicilio e furto della merce sottratta al contrabbando. La repubblica per cui Adolfo Pansini morì e uomini come suo padre lottarono non è forse mai nata […]». Cfr. Giuseppe Aragno, 8 Settembre. Edoardo e Adolfo Pansini, vite per un anniversario senza retorica. In: il Manifesto, 8/9/2013

Logo Maremagnum it