D(is) M(anibus) S(acrum). P(ublio) Vibi f(ili) Mariani. (iscrizione sul monumento) - In via Cassia; Roma, ad tertium lapidem; monumentum marmoreum; huiusmodi forma, et ornamentis; exesum prope vetustate (nella parte inferiore dell’inciso)
D(is) M(anibus) S(acrum). P(ublio) Vibi f(ili) Mariani. (iscrizione sul monumento) - In via Cassia; Roma, ad tertium lapidem; monumentum marmoreum; huiusmodi forma, et ornamentis; exesum prope vetustate (nella parte inferiore dell’inciso)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1551
- Luogo di stampa
- Roma
- Incisori
- Anonimo (ed. Antoine Lafrery 1512-1577)
Descrizione
Incisione originale su rame (cm. 30,5x44,7 più margini bianchi). Carta vergellata con filigrana. Due forellini di tarlo sul margine bianco sinistro, altrimenti esemplare in ottimo stato di conservazione. Imprint sulla lastra in basso: ‘Antonij Lafrerij formis Romae 1551’. Unico stato conosciuto. Arrigoni-Bertarelli, n. 3093; Rubach, n. 304. Veduta del Sepolcro di Publio Vibio Mariano - proconsole della Sardegna e prefetto vissuto nella prima metà del III Secolo d.C. - e della di lui moglie Regina Maxima. Situato sulla via Cassia fu erroneamente ritenuto nel Medioevo la Tomba di Nerone. Antoine Lafrery (Antonio Lafreri nella forma italianizzata), incisore, editore e mercante di stampe curò la pubblicazione tra il 1544 ed il 1575 di una serie di circa 200 incisioni - raffiguranti perlopiù monumenti ed antichità romane ed opera di diversi autori - nota come ‘Speculum Romanae Magnificentiae’. Le stampe erano poste in vendita sia singolarmente che sotto forma di raccolta con un numero spesso variabile di fogli. Dal 1574 iniziò a circolare anche una tavola-frontespizio dello ‘Speculum’, attribuita a Etienne Duperac. Successivamente, tra il tardo Cinquecento ed il Settecento, i rami lafreriani conobbero tirature posteriori con l’imprint di vari editori ed il contributo di diversi incisori. Inoltre lo ‘Speculum’ fu ampliato nel tempo mediante l’aggiunta di altre tavole il cui minimo comune denominatore appare quello di riprodurre opere antiche e moderne di Roma.