Chiesa della Madonna della Vittoria de Padri Carmelitani Scalzi sul Monte Viminale alle Therme Architettura di Gio. Battista
Chiesa della Madonna della Vittoria de Padri Carmelitani Scalzi sul Monte Viminale alle Therme Architettura di Gio. Battista | Stampe | FALDA Giovanni Battista
Chiesa della Madonna della Vittoria de Padri Carmelitani Scalzi sul Monte Viminale alle Therme Architettura di Gio. Battista
Chiesa della Madonna della Vittoria de Padri Carmelitani Scalzi sul Monte Viminale alle Therme Architettura di Gio. Battista | Stampe | FALDA Giovanni Battista
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1669
- Luogo di stampa
- Roma
- Formato
- 290 X 170
- Incisori
- FALDA Giovanni Battista
- Soggetto
- Santa Maria della Vittoria
Descrizione
Costruita nel 1605 come cappella dedicata a San Paolo dai Carmelitani Scalzi, la chiesa, ubicata in via XX settembre, venne ingrandita e riconsacrata nel 1622 alla Vergine Maria per celebrare la vittoria dei cattolici, nel novembre 1620, contro gli eretici Boemi. La facciata, elaborata da Giovanni Battista Soria nel 1626 è a due ordini, di cui quello superiore con timpano arcuato coronato da un frontone triangolare. Esemplare di primo stato, avanti la numerazione, tratto da Il nuovo teatro delle fabriche, et edificii, in prospettiva di Roma moderna, sotto il felice pontificato di N. S. papa Alessandro VII. Opera in tre volumi, edita da Giovanni Giacomo de Rossi tra il 1665 e il 1669, illustra le fabbriche realizzate o ampliate durante il pontificato di Alessandro VII Chigi, mentre il III si riferisce alle chiese restaurate dal pontefice Clemente IX. L'opera aveva lo scopo di divulgare la nuova immagine di Roma, con i suoi palazzi, chiese e giardini, secondo un progetto unitario di espansione urbana, in sintonia con i criteri del colto e raffinato Fabio Chigi: il papa, infatti, decise di aprire nuove strade, di abbellire con fontane e monumenti la città , anche a dimostrazione della potenza finanziaria e culturale della sua famiglia. Prima di allora l'incisione di veduta a Roma, che pure aveva prodotto numerose serie dì stampe da Etienne Dupérac a Giacomo Lauro, si era interessata principalmente alla ripresa della città antica. Bisognerà attendere proprio il completamento dei rinnovamenti urbanistici e delle realizzazioni architettoniche dei papi seicenteschi, per assistere alla diffusione di raccolte dedicate alla città moderna. Giovan Battista Falda ha contribuito, con la vasta serie di incisioni di vedute, a divulgare un'immagine della città di Roma legata alla magnificenza e munificenza dei Papi seicenteschi: città ricca di chiese, palazzi, giardini che si affiancavano ai resti del glorioso passato. L'incisore dedicò tutta la sua pur breve vita a creare, attraverso precise ed attente vedute prospettiche, piante e stampe su avvenimenti cittadini, canonizzazioni, ingressi di pontefici e reali stranieri, un grosso affresco unitario che celebrasse nel suo insieme la nuova grandezza raggiunta dalla Roma moderna, grazie soprattutto alla geniale e lungimirante opera di papa Alessandro VII Chigi (1655 - 1667). Dopo la morte del Falda, verrà pubblicato, sempre dalla tipografia De Rossi, Il quarto libro del nuovo teatro delli palazzi in prospettiva di Roma moderna dato in luce sotto il felice pontificato di nostro signore papa Innocenzo XII, di Alessandro Specchi, edito nel 1699 e naturale prosecuzione della raccolta. Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione.