Assedio di Orbetello, 1646
Assedio di Orbetello, 1646 | Stampe | COLLIGNON François
Assedio di Orbetello, 1646
Assedio di Orbetello, 1646 | Stampe | COLLIGNON François
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1646
- Formato
- 300 X 215
- Incisori
- COLLIGNON François
- Soggetto
- Orbetello, Porto Ercole
Descrizione
Veduta obliqua dall'alto della città -fortezza di Orbetello, in mano agli spagnoli, assediata tra il 12 maggio e il 24 luglio dai francesi, comandati da Tommaso Francesco di Savoia, principe di Carignano (21 dicembre 1596-22 gennaio 1656), che alla fine furono costretti a togliere l'assedio dopo l'arrivo di un esercito di soccorso spagnolo comandato da Gerolamo Maria Caracciolo, marchese di Torrecuso, e Rodrigo Ponce de León, IV duca d'Arcos. Priva di data, l'opera viene realizzata in occasione del celebre assedio alla città del 1646. La città , parte dello Stato dei Presidi, era sotto la dominazione spagnola. Tra il 12 maggio ed il 24 luglio 1646 Orbetello subì un assedio da parte dell'esercito francese, che venne respinto. Si tratta dunque di una delle cosiddette "stampe d'occasione" ovvero opera che nascevano per documentare un avvenimento, in genere bellico, e che gli editori si affrettavano a stampare per soddisfare la curiosità popolare. Parte della letteratura attribuiva questa tavola al lorenese Jacques Callot (1592-1635) del quale lâopera segue indubbiamente lo stile. Tuttavia, come giustamente sostiene Della Monaca, âlâattribuzione al Callot lascia perplessi dal momento che lâincisore morì 11 anni prima dellâassedioâ (p. 244, nota 4). De Vesme rigetta anche lâattribuzione a Stefano della Bella. Per stile grafico e composizione - che riprende analoghe incisioni a forma di ventaglio di scuola francese come, ad esempio, quelle di Nicolas Cochin (1610-1686) â periodo di stampa ed argomento militare, crediamo che molto probabilmente lâincisione sia realizzata e pubblicata a Roma dal francese Francois Collignon, autore di almeno altre 2 tavole sullâassedio di Orbetello (cfr. Della Monaca, p. 244, Tav. II, Tav. 6). François Collignon è stato un incisore, venditore di stampe ed editore francese, originario di Nancy. Inizialmente si formò localmente nello studio di Jacques Callot, nel 1626 per quattro anni, poi si trasferì nel 1631 ad Augusta e nel 1634 a Roma. Rientra a Parigi nel 1636, dove lavora con Israel Henriet nella proprietà di Callot, ma anche per altri editori; Della Bella è padrino del figlio Etienne, battezzato a Parigi nel 1643. Si stabilisce a Roma con la moglie francese nel 1646/7, dove sembra aver lavorato meno come stampatore, ma è diventato una figura importante come editore. I suoi primi lavori a Roma furono pubblicati insieme ad Orazio Marinaro. La sua stamperia a Roma era con indirizzo San Tommaso in Parione alla cantonata del vicolo della posta vecchia del Papa incontro al Toson d'oro. Realizzò opere per artisti come Pietro Testa, Cornelis Bloemaert, Pietro da Cortona, Nicolas Poussin, Charles Le Brun, Simon Vouet e Jean Le Pautre. Morì a Roma il 18 gennaio 1687. L'editore e incisore fiammingo Arnold van Westerhout, che all'epoca viveva a Roma, acquistò la tipografia di François Collignon dopo la sua morte, per 4.200 scudi. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in eccellente stato di conservazione. Opera molto rara, della quale abbiamo censito 3 esemplari istituzionali (Londra, British Museum [1861,0713.1224]; Milano, Raccolta Bertarelli [Ventole e Ventagli m. 2-3]; Roma, Istituto Nazionale per la Grafica [FC120676]). Bibliografia Cappelli-Corti (2000): p. 65, n. 92; Gualtiero Della Monaca, 1646 Orbetello, LâAssedio Memorabile. Storia, personaggi, cartografia, letteratura, Arcidosso 2013, p. 244, Tav. III; A. Milano, Fogli per ventole e ventagli, in Museo d'Arti Applicate Raccolta Bertarelli. Ventole e ventagli, a cura di A. Milano, E. Villani, Milano 1995, p. 46, n. 4; Meaume, Recherches sur la vie et les ouvrages de Jacques Callot, Parigi 1860, n. 1094; A. Baudi De Vesme, La Peintre - Gravure Italien. Ouvrage faisant suite au "Peintre - Graveur" de Bartsch, 1906, p. 305.