SIGNAL.
SIGNAL. | Periodici |
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1940-1945
- Luogo di stampa
- Berlin,
- Editore
- Deutscher Verlag,
- Soggetto
- STORIA EUROPA 1900, II GUERRA MONDIALE PERIODICI MILITARIA
Descrizione
In-folio, 5 volumi, rilegati in mezza tela coeva, titolo oro su tassello al dorso, conservate tutte le copertine originali di tutti i fascicoli (manca solo la copertina posteriore del n. 3 del 1940, corrispondente alle pp. 39/40), che contengono complessivamente 107 fascicoli + 2 allegati e 5 fascicoli extra. Di questa celebre rivista quindicinale, ricchissima di notizie e illustrazioni anche a colori, pp. 40/72 cad. fascicolo, offriamo tutto il pubblicato, dal n. 1 (15 aprile 1940, Anno I) al n. 2 (febbraio 1945): manca soltanto il n. 2 del 1940 (qui in fotocopia) e gli ultimi 3 numeri del 1945 (ultimo anno di pubblicazione).Sono inoltre presenti: Allegato n. 1 - Una relazione speciale sulla liberazione di Mussolini (8 pagine fuori numerazione nel n. 18/1943)<br>Allegato n. 2 - Il Comandante Generale delle SS Himmler riceve il Generale Wlasow (2 pagine allegate al n. 16/1944)<br>Signal Extra: N. 1 - Perché la Germania bombarda lInghilterra (8 pagine allegate al n. 11/1944)<br>N. 2 - La V.1 (8 pagine allegate al n. 13/1944)<br>N. 3 - La rivolta di Varsavia (8 pagine allegate al n. 15/1944)<br>N. 4 - La verità su Varsavia (12 pagine allegate al n. 17/1944)<br>N. 5 - Per guadagnar tempo. Nei porti della Francia ( 8 pagine allegate al n. 18/1944).<br>Da segnalare la presenza nella collezione di 1 numero (il n. 1 del 1940) nelledizione italiana di Signal, intitolata Segnale, Edizione speciale della BERLINER ILLUSTRIRTE ZEITUNG. EDIZIONE ITALIANALedizione italiana di Signal intitolata Segnale integralmente redatta in lingua italiana, ebbe vita per cinque soli numeri. A partire dal 4 fu stampata ledizione bilingue tedesco-italiano, codificata D/I .La sua apparizione produsse molti giustificati turbamenti presso leditoria italiana preoccupata dalla concorrenza di una rivista di matrice straniera che veniva ad invadere il già ristretto mercato nazionale e così, dopo il primo numero, le forti pressioni esercitate causarono un freno alla distribuzione; successivamente, a partire dal numero 4 del 1940, la distribuzione riprese con regolarità in seguito ad un accordo tra i ministeri della propaganda dei due paesi, finalizzato alla pubblicazione e alla distribuzione in Germania di Tempo, anchesso in forma bilingue.Da ciò deriverebbe la rarità di questi due fascicoli.Unaltra ipotesi accreditata tra i cultori della rivista vuole che il secondo numero sia stato ritirato dalla vendita dopo poche ore dalla comparsa nelle edicole, perché riportante grafici e disegni in sezione delle fortificazioni del Vallo occidentale, la cosiddetta linea Sigfrido.Tralasciando il fatto che detto fascicolo risulta reperibile in misura eguale agli altri della stessa annata nelle edizioni tedesca e francese appare del tutto improbabile che una rivista edita dallO.K.W. dunque dai militari potesse farsi sfuggire informazioni riservate di una qualche importanza ai fini bellici. Posto il quesito al Bundesarchiv Militararchiv di Freiburg questo ha risposto che un esame degli atti della censura militare nella Sezione Propaganda non ha prodotto nessuna indicazione sul ritiro dalla vendita di detto numero.Segnale dunque muore già al terzo numero anche se continua ad essere stampato in un ridotto numero di copie fino al numero 5, parallelamente alledizione D/I.Con il quarto numero la rivista, diventa definitivamente Signal nel titolo della testata, assumendo quellibrida veste bilingue che manterrà fino allottobre 1943.Per tutto il 1940 la lingua italiana è presente soltanto nei titoli e nelle didascalie dei servizi fotografici mentre degli articoli salvo rare eccezioni viene riportato in italiano un breve riassunto. Solamente nei primi numeri del 1941 la rivista assume per quanto riguarda luso della lingua un maggior carattere italiano che si accentua nel corso del 1942 fino a giungere a far pressoché scomparire, relegandola nelle ultime pagine, la lingua tedesca. Dal numero 6/1943, che per la prima volta porta in copertina lintestazione edizione italo-tedesca, la rivista si evolve in uno stretto e paritario bilinguismo, che alterna nel testo di ogni articolo una colonna di stampa in italiano con unaltra in tedesco.I motivi di queste altalene linguistiche fino a qualche tempo fa erano ritenute un mistero. Dalla lettera di Arnoldo Mondadori il cui testo è riportato integralmente in seguito al par. 9.4, si evince che queste sono state oggetto di trattative serrate per un trattamento paritario di Tempo nelledizione tedesca.Inoltre nellultimo cambiamento del 1943 furono mossi passi a Berlino da parte del minculpop preoccupato dalla veste troppo italiana assunta da una rivista che curandosi poco dellalleato propagandava soltanto la guerra tedesca.Quanto ai contenuti ledizione italo-tedesca di Signal non si discosta dalle altre.Particolare curioso, il numero 7/1941 viene posto in vendita privo delle pagine a colori 39/40 in quanto per un marchiano errore forse dovuto ad uno scambio di fotografie nel servizio sulla Scala di Milano intitolato Nella casa del bel canto, un valletto del teatro, ritratto in polpe, viene presentato come Maddaloni, il direttore della Scala di Milano. Ad evitare le risate che detta foto non avrebbe mancato di destare a Milano e negli ambienti teatrali di tutta Italia, allultimo istante il foglio venne tagliato e asportato da tutte le copie in partenza per lItalia. Non così da quelle destinate agli altri paesi; evidentemente si ritenne che nessuno straniero, potenza degli stereotipi, avrebbe fatto caso ad un direttore di teatro italiano agghindato in vesti rinascimentali..