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Un terribile amore per la guerra.

Un terribile amore per la guerra. | Libri antichi e moderni | Hillman James.

Libri antichi e moderni
Hillman James.
Adelphi, 2005
12,00 €
(Ghezzano, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2005
  • ISBN
  • 8845919544
  • Luogo di stampa
  • Milano
  • Autore
  • Hillman James.
  • Editori
  • Adelphi
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

296 p. ; 22 x 14 cm. Biblioteca Adelphi, 471. In un momento chiave del celebre film sul generale Patton, un memorabile George C. Scott passeggia per il campo di battaglia a combattimento finito: terra sventrata, carri armati bruciati, cadaveri. Volgendo lo sguardo a quello scempio, esclama: «Come amo tutto questo. Che Dio mi aiuti, lo amo più della mia vita». È eloquente che James Hillman abbia scelto proprio questa scena, tanto spiazzante quanto rivelatrice, per introdurre il provocatorio tema del suo nuovo libro: la guerra come pulsione primaria e ambivalente della nostra specie – come pulsione, cioè, dotata di una carica libidica non inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme la rafforzano, quali l’amore e la solidarietà. Il presupposto è che se di quella pulsione non si ha una visione lucida ogni opposizione alla guerra sarà vana. Frantumando la retorica degli adagi progressisti – basati su una lettura caricaturale della «pace perpetua» teorizzata da Kant –, Hillman risale così, in perfetta consonanza con la sua visione della psicologia, al carattere mitologico e arcaico di tale ambivalenza, riassunto nell’inseparabilità di Ares e Afrodite. In questa prospettiva tutte le guerre del passato e del presente appariranno quindi semplici variazioni della guerra più emblematica dell’Occidente classico, quella cantata nell’Iliade. Ma soprattutto, ricorrendo a dettagliati rapporti dal fronte, a lettere di combattenti, ad analisi di esperti in strategia – oltre che a tutti gli scrittori e tutti i filosofi che alla guerra hanno tributato meditazioni decisive, da Twain a Tolstoj, da Foucault a Hannah Arendt –, Hillman ci guida a una scandalosa verità: più che un’incarnazione del Male, la guerra è in ogni epoca – lo dimostra la contiguità tra le descrizioni omeriche e i reportage dal Vietnam – una costante della dimensione umana. O meglio, "troppo" umana. Traduzione di Adriana Bottini. Brossura editoriale, coperta illustrata a colori in cartoncino flessibile con alette. Qualche segno del tempo alla coperta per il resto esemplare intergo. Codice libreria 10498.

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