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STRADA DOLOROSA OSSIA VIA CRUCIS PRATICATA NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. TOMASO APOSTOLO IN TORINO, ED ALTROVE. Torino 1825. Presso gli Eredi Botta Stamp. Arcivesc.

STRADA DOLOROSA OSSIA VIA CRUCIS PRATICATA NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. TOMASO APOSTOLO IN TORINO, ED ALTROVE. Torino 1825. Presso gli Eredi Botta Stamp. Arcivesc. | Libri antichi e moderni |

Libri antichi e moderni
Presso gli Eredi Botta, 1825
83,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1825
  • Luogo di stampa
  • Torino
  • Editori
  • Presso gli Eredi Botta
  • Soggetto
  • Religione, devozione popolare, torino, via crucis
  • Descrizione
  • Discreto, con ordinari segni d’uso e d’ossidazione; piccolo lavoro di tarlo sul margine di tre carte, e piccola mancanza all’angolo della penultma.

Descrizione

Volumetto in diciottesimo, cm 14 x 8.5, in brossura rivestita di carta decorata a motivi verdi e rosa, pp 72 con antiporta (la Madonna dal cuore trafitto ai piedi della croce) e 14 illustrazioni xilografiche per le stazioni della Via Crucis, oltre a piccola vignetta sul frontespizio. Genuino esemplare con qualche segno del tempo e di ossidazione, contenutissimo lavoro di tarlo sul solo margine superiore delle carte 7, 8 e 9 della prima segnatura, piccola mancanza sull’angolo inferiore della carta 35. Grazioso e non comune libretto devozionale torinese, illustrato da xilografie di gusto popolare; questa edizione non è presente in ICCU (luglio 2026) che segnala tuttavia quelle identiche del 1813 Giovanni Sebastiano Botta (1813) e dei suoi eredi (1815), o precedenti simili devozioni di S. Leonardo da Porto Maurizio pubblicate dal Botta, da Francesco Prato e da G. B. Paravia, suoi soci nell'acquisto della Tipografia Avondo al principio del secolo XIX. Tra le più antiche della città, la Chiesa di San Tommaso si trova nel cuore del centro storico di Torino; la chiesa fu a lungo affidata ai Frati Minori, che ne curarono la ricostruzione cinquecentesca; nel corso del Settecento l’edificio subì numerosi lavori di ricostruzione, e nel 1808 scampò la demolizione ordinata da Napoleone. Presumibilmente questo volumetto venne dato alle stampe per iniziativa del parroco Sebastiano Matteis, che nel 1824 dispose il restauro della facciata.

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