Psalmi, litaniae et preces quae a' Societate Misericordiae sub invocatione Sancti Ioannis Decollati nationis Florentine in Urbe dici solent pro iis qui morte damnati ad supplicium deducendi sunt
Psalmi, litaniae et preces quae a' Societate Misericordiae sub invocatione Sancti Ioannis Decollati nationis Florentine in Urbe dici solent pro iis qui morte damnati ad supplicium deducendi sunt | Libri antichi e moderni |
Psalmi, litaniae et preces quae a' Societate Misericordiae sub invocatione Sancti Ioannis Decollati nationis Florentine in Urbe dici solent pro iis qui morte damnati ad supplicium deducendi sunt
Psalmi, litaniae et preces quae a' Societate Misericordiae sub invocatione Sancti Ioannis Decollati nationis Florentine in Urbe dici solent pro iis qui morte damnati ad supplicium deducendi sunt | Libri antichi e moderni |
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1587
- Luogo di stampa
- Romae
- Editori
- s.e.
- Soggetto
- delinquenza, criminologia, criminalita', pena di morte, san giovanni decollato
Descrizione
In 16, pp. (8b) + 39 + (9b). Fr. nero e rosso. Bella vignetta inc. all'acq. al fr. raff. San Giovanni Decollato. Testo stampato in nero e rosso. Capilettera figg. Tarletto alle prime 5 cc. Antica cart. rustica. Rarissima raccolta di salmi, litanie e preghiere in lingua latina utilizzati dai membri della confraternita romana della Misericordia per accompagnare i condannati a morte nel momento estremo. Questa confraternita nacque a Firenze alla fine del 1400 con il nome di 'Confraternita di San Giovanni Decollato dei Fiorentini' con lo scopo di confortare i condannati a morte durante gli ultimi istanti di vita, e, una volta giustiziati, di dar loro dignitosa sepoltura. Nel 1490, Papa Innocenzo VIII canonizzo' la loro opera umanitaria con una Bolla Pontificia. La Confraternita divento' quindi 'Privilegia Venerabilis Arciconfraternitas Sancti Joannis Decollati', detta della 'Misericordia della Nazione Fiorentina in Roma'. Il Papa concesse alla confraternita come sede l'antichissima chiesa di S. Maria de Fovea. Alla vigilia di un'esecuzione, i Confratelli uscivano da una porticina della casa dell'Arciconfraternita nei loro sai e mantelli neri, dirigendosi verso le carceri di Tor di Nona o di Corte Savella, al lume di candela, e accompagnati dal suono di una campanella, per annunciare al popolo l'esecuzione dell'indomani. Dopo la lunga veglia notturna, scortavano il condannato, confortandolo fino alla fine. Quindi lo seppellivano nel chiostro della Confraternita, attraverso sette botole i cui coperchi di marmo portano ancora la scritta 'Domine, cum veneris judicare, noli me condemnare'.