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Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"

Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io" | Libri antichi e moderni | Vivian Camilla, br.

Libri antichi e moderni
Vivian Camilla, br.
Manni, 2017
15,20 € 16,00 €
(Milano, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2017
  • ISBN
  • 9788862668026
  • Autore
  • Vivian Camilla
  • Pagine
  • pagine 182
  • Editori
  • Manni
  • Formato
  • In-8
  • Soggetto
  • NARRATIVA MODERNA E CONTEMPORANEA (DOPO IL 1945)
  • Illustratore
  • br.

Descrizione

Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane. La sua è una famiglia "normale", con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l'esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man. E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice. Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipia dell'identità di genere, e Federico percorre la sua. Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa. Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale. Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere. È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere 'accordare' il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.

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