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MEMORIE DI UN ILLUSO. LA TRUFFA RIVOLUZIONARIA E QUELLA NEO - GARIBALDINA.

MEMORIE DI UN ILLUSO. LA TRUFFA RIVOLUZIONARIA E QUELLA NEO - GARIBALDINA. | Libri antichi e moderni | Piastra, Gino (Carrara 1896 - Genova 1953)

Libri antichi e moderni
Piastra, Gino (Carrara 1896 - Genova 1953)
Casa Editrice Apuania (Stabilimento Tipografico Annuari Val), 1925
55,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1925
  • Luogo di stampa
  • Genova
  • Autore
  • Piastra, Gino (Carrara 1896 - Genova 1953)
  • Editori
  • Casa Editrice Apuania (Stabilimento Tipografico Annuari Val)
  • Soggetto
  • Antifascismo, fascismo, politica, sindacalismo rivoluzionario, anarchia
  • Descrizione
  • Esemplare da studio, carte e brossura brunite e fragili sui bordi, piccola menda di scotch sulla prima pagina bianca. Legatura un po’ allentata.

Descrizione

Brossura editoriale a stampa con titoli in nero e rosso, cm 19.5 x 14, pp 231 (3). Pagine e brossura inevitabilmente bruniti e un po’ fragili sui bordi per il tipo di carta utilizzato, una piccola menda di nastro adesivo sul margine inferiore della prima carta bianca ma complessivamente ben conservato. Singolare figura di scrittore «povero, indipendente e libero», Gino Piastra si formò negli ambienti della sinistra operaia e anti-interventista genovese, entrando nella locale sezione del Partito Socialista nel 1915 per uscirne tra aspre polemiche nell'agosto del 1919, come parte della minoritaria corrente «massimalista» che proponeva l'astensione elettorale e il rifiuto della lotta parlamentare. Attivo animatore del sindacalismo rivoluzionario, nel dopoguerra fondò e diresse una Camera del Lavoro Sindacalista e destò l'interesse delle autorità che lo qualificarono come «anarchico» e lo sottoposero ad un regime di sorveglianza persecutoria, arrestandolo (con falsi pretesti) nell'ambito delle indagini sull'attentato al teatro Diana del 1921. Scarcerato nel 1922 partecipò all'organizzazione degli Arditi del Popolo e alle formazioni di autodifesa dei socialisti e sindacalisti, subendo un agguato squadrista la sera del 28 ottobre; l'amarezza e le persecuzioni lo portarono ad espatriare e nel 1923 si unì ai «fuorisciti» a Parigi dove aderì al complotto insurrezionale antifascista di Ricciotti Garibaldi ma già l'anno successivo ne uscì per «le lungaggini organizzative, la fumosità nella gestione dei fondi, il ruolo ambiguo giocato da ambienti massonici» (Gardini). Rientrato in patria compose, «per ammazzare la noia e il dispiacere dell'ozio che infliggeva un accanito boicottaggio economico», queste polemiche memorie in cui narrò la propria disillusione per l’inconcludenza della cospirazione neo-garibaldina in una prosa fatta di «sberleffi, schiaffi, pugni, pedate e frustate; per insultare i profittatori di ogni specie, per colpire tutte le canaglie, per far sanguinare gli opportunisti di ogni colore». La pubblicazione dell'opera di fatto smascherò la cospirazione e andò «tutta a vantaggio della propaganda fascista, in un momento in cui il nascente regime stava accelerando la sua svolta autoritaria» (Gardini); nonostante le riserve espresse nella prefazione («Non mancherà certamente anche chi mi farà rimprovero di aver fornito, con questo libro, materia che potrà servire a qualche fazione contro altre. Non so proprio cosa farci») le Memorie inaugurarono un periodo di reciproca seppur diffidente tolleranza reciproca tra il regime e l'autore che cessò ogni rapporto con gli ambienti antifascisti e restò un emarginato politico. Sulla vicenda dell'autore si veda il profilo biografico compilato da Stefano Gardini (L'Archivio William Piastra, in Atti della Società Ligure di Storia Patria 2010). Non comune edizione originale, un interessante e inedito sguardo su aspetti poco noti della politica italiana del ventennio.

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