Lirici greci tradotti da Salvatore Quasimodo. Con un saggio critico di Luciano Anceschi
Lirici greci tradotti da Salvatore Quasimodo. Con un saggio critico di Luciano Anceschi | Libri antichi e moderni | Quasimodo, Salvatore
Lirici greci tradotti da Salvatore Quasimodo. Con un saggio critico di Luciano Anceschi
Lirici greci tradotti da Salvatore Quasimodo. Con un saggio critico di Luciano Anceschi | Libri antichi e moderni | Quasimodo, Salvatore
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1940
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Quasimodo, Salvatore
- Pagine
- pp. 240 [6 di indice].
- Collana
- collana «Letteratura» 1,
- Editori
- Edizioni di Corrente (stampa: Officine Grafiche «Esperia»),
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Rara prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900Letteratura Antica
- Descrizione
- brossura blu scuro con titoli in bianco,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBRORara prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Normali abrasioni perimetrali alla brossura per il resto ottimo esemplare.Prima edizione del 1940 per questa fondamentale – tanto celebrata quanto contestata – raccolta di lirici greci tradotti da Salvatore Quasimodo, accompagnata da un contributo critico di Luciano Anceschi. Pubblicata dalle Edizioni di Corrente come volume d’esordio della collana «Letteratura» prima di essere più volte ristampata – in versione rivista – da Mondadori a partire dal 1944, la silloge comprende componimenti di Saffo, Alceo, Erinna, Anacreonte, Alcmane, Stesicoro, Ibico, Simonide di Ceo, MImnermo, Archiloco, Teognide, Praxilla, Licofronide, Jone di Ceo, Licimnio, Melanippide, Ibria e versi di poeti anonimi. Accolta, come già si ricordava, anche da vive polemiche a causa dell’eccessiva libertà manifestata da Quasimodo nel processo di traduzione, a proposito di tale libertà – e dell’influenza di questa operazione traduttiva nell’evoluzione della poetica dello stesso futuro Premio Nobel - Anceschi già scrive nell’importante e denso saggio introduttivo: «[…] la riuscita di queste traduzioni […] sta, appunto, nel fatto che, pur in una poetica e libera fedeltà al testo, esse sono ormai nel dominio – ma appunto più aperto e disteso – del poeta: sono poesie di Quasimodo. Così nella moderna consapevolezza, in cui “una suprema illusione di canto…miracolosamente si sostiene dopo la distruzione di tutte le illusioni”, Quasimodo è riuscito a ritrovare l’antica fanciullezza dei poeti – e per lui si annuncia (- anche da questa amorosa rinascita -) una felice e più libera ripresa della poesia».