La lettera di Piero
La lettera di Piero | Libri antichi e moderni | Tonino Giulietti
La lettera di Piero
La lettera di Piero | Libri antichi e moderni | Tonino Giulietti
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2026
- ISBN
- 9791257144272
- Autore
- Tonino Giulietti
- Pagine
- 218
- Collana
- Robin&sons
- Editori
- Robin
- Formato
- 194×131×14
- Soggetto
- Narrativa moderna e contemporanea: generale e letteraria, Tema narrativo: politica
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Piero è l’eroe scomodo e puntuto del racconto. Piero porta chi legge indietro nel tempo, ma su questioni, riflessioni e stati d’animo più che mai attuali. Un contestatore, uno scrittore polemico, un antimilitarista nonviolento, un anarchico d’istinto. Un predicatore della pace attraverso l’obiezione di coscienza. Il suo nome completo è Piero Angarano. È necessario scavare con pazienza e attenzione per far venir fuori qualcosa su di lui. Nasce a Trani il 7 giugno 1920. Da “ex prete” scrive, nell’Anno Santo 1950, una lettera aperta al papa Pio XII pubblicata dal quotidiano socialista l’Avanti! Quella lettera gli fa conoscere Maria Occhipinti, una siciliana ribelle alla quale si lega per alcuni anni. È lei che in un suo libro ci dà notizie su Piero e ci parla anche dei suoi “opuscoli”, pamphlet di incitamento alla nonviolenza. Sono diventati quasi introvabili. Quasi, non del tutto, grazie alla rete di biblioteche anarchiche. Negli anni ’70 traduce e introduce il monumentale “Decadenza e caduta dell’Impero romano” di Gibbon. Dopo aver scavato, raccolto e collegato i vari pezzi, l’autore, ormai affezionatissimo al suo Piero, lo ha fatto rivivere con quattro dialoghi che si snodano nel tempo, all’indietro come i gamberi, nell’arco di trentaquattro anni, dal 1977 al 1943. Piero parla con i suoi quattro interlocutori delle atrocità della guerra, delle illusioni rivoluzionarie, dell’obiezione di coscienza, dei cappellani militari, del manicomio dove è stato “cappellano” appena fatto prete. Ma anche delle sofferenze dei reduci e dei sopravvissuti ai bombardamenti. E dell’amore.