La Guerra lontana. Romanzo
La Guerra lontana. Romanzo | Libri antichi e moderni | Corradini Enrico
La Guerra lontana. Romanzo
La Guerra lontana. Romanzo | Libri antichi e moderni | Corradini Enrico
con una spesa minima di 50,00€
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1911
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Corradini Enrico
- Editori
- Fratelli Treves
- Soggetto
- Letteratura italiana del '900, Autografi, Prime edizioni
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8°, pp. XI, 274, (2) bianche, (4) di catalogo editoriale, brossura originale. Perfetto esemplare protetto da velina. Bella dedica autografa di Corradini a Domenico Oliva (Torino, 1860-Genova, 1917), noto giornalista (diresse anche il 'Corriere della Sera'), uomo politico, critico letterario e librettista (collaborò al libretto della pucciniana 'Manon Lescaut'): A Domenico Oliva questo grido di riscossa per il comune ideale Enrico Corradini 15 maggio Milano'. Prima edizione. Il romanzo, pervaso di spiriti nazionalistici, ha per sfondo la guerra italo-abissina del 1896. 'I due romanzi La patria lontana (Milano 1910) e La guerra lontana (ibid. 1911) rispondevano ormai in pieno a un'esigenza scopertamente propagandistica e furono opere tutte politiche nelle quali i meccanismi narrativi si rivelarono estrinseci e pretestuosi, costituendosi come comici di parti essenzialmente suasorie: le uniche ad avere una qualche validità e vitalità, per altro avulsa dal contesto dell'esile trama del racconto. Si trattò di due prodotti che segnarono l'ultimo exploit del Corradini letterato. La pedagogia volontaristica e guerresca risultava, invero, più efficace nelle forme del discorso e della saggistica politica che non nella delineazione di vicende il cui sviluppo aveva parecchio di estrinseco e si concretavano in esempi edificanti quanto privi di una logica che non fosse quella della tesi che l'autore si proponeva di dimostrare.' (Franco Gaeta in D.B.I., XXIX, 1983).