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Il Mondo. Lettere scienze arti musica [poi: Il Mondo Europeo]

Il Mondo. Lettere scienze arti musica [poi: Il Mondo Europeo] | Libri antichi e moderni | Bonsanti, Alessandro - Montale, Eugenio - Loria, Arturo (Comitat, O Direttivo)

Libri antichi e moderni
Bonsanti, Alessandro - Montale, Eugenio - Loria, Arturo (Comitat, O Direttivo)
Tipografia Vallecchi (poi: Tipografia Società Editrice - Italiana),, 1945-1948
1500,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1945-1948
  • Luogo di stampa
  • Firenze [e Roma-Firenze],
  • Autore
  • Bonsanti, Alessandro - Montale, Eugenio - Loria, Arturo (Comitat, O Direttivo)
  • Pagine
  • pp. 16 (poi: pp. 12 e pp. 10).
  • Editori
  • Tipografia Vallecchi (poi: Tipografia Società Editrice, Italiana),
  • Formato
  • 420 x 280 mm,
  • Soggetto
  • Narrativa Italiana del '900
  • Descrizione
  • mezza pelle moderna blu con nervi e titoli in oro al dorso,

Descrizione

PERIODICO Collezione completa di «Il Mondo». «Il Mondo Europeo» mancante dei soli numeri finali 62 e 63. Raro insieme con tutto il pubblicato dal numero 1 del 7 aprile 1945 al numero 61 del 15 febbraio 1948, mancante dei numeri finali 62 e 63 di «Il Mondo Europeo». Fascicoli conservati in bella legatura in mezza pelle in ottimo stato (normale brunitura e sporadici restauri conservati), ben completi in ogni loro parte. «La nostra riconoscenza va oggi a uomini come Amendola e Gobetti, Gramsci e Rosseli (per citare solo i nomi di quelli che ci hanno lasciato), scrittori d’azione e non artisti, che seppero indicarci con l’opera e con l’esempio la via che deve seguire un italiano universale, cioè un italiano di sempre, nelle ore dell’oscuramento e dell’errore». Così Eugenio Montale – co-direttore insieme al suo successore a capo del Gabinetto scientifico-letterario Viesseux Alessandro Bonsanti, Arturo Loria e Luigi Scaravelli – scriveva sul numero inaugurale di «Il Mondo», uscito il 7 aprile 1945 con stampa affidata alla Tipografia Vallecchi. Trascrizione dell’intervento tenuto dal poeta ligure a «Radio Firenze» il 15 marzo dello stesso 1945, «Il Fascismo e la letteratura», con il suo omaggio a eccezionali «scrittori d’azione e non artisti», fotografava perfettamente l’orizzonte etico-politico del nuovo quindicinale fiorentino a pochi giorni dalla Liberazione dell’Italia tutta. Una vocazione democratica e antinazionalista, con il titolo che riprendeva il foglio voluto proprio da Amendola nel 1922 come argine contro l’avanzare del fascismo. Ma oltre quest’alta vocazione, «Il Mondo» deve essere soprattutto ricordato per la sorprendente ricchezza dei suoi contributi letterari e artistici, spesso fin lì inediti. È questo il caso di «Corto viaggio sentimentale» di Italo Svevo, racconto rimasto incompiuto a causa della morte del grande triestino e qui proposto in nove puntate (dal numero 1 al numero 9 del 4 agosto 1945) con il testo ricavato dal manoscritto «messo a nostra disposizione dalla gentilezza della vedova dello scrittore», scriveva Umbro Apollonio nelle righe introduttive. Di «Le due zitelle» di Tommaso Landolfi, apparso qui in sei puntate (dal numero 11 dell’1 settembre al 16 del 17 novembre 1945) prima della pubblicazione in volume nel gennaio 1946 per Bompiani. O, ancora di «Il sentiero di Cassone» di Vitaliano Brancati (dal numero 23 del 2 marzo al numero 25 del 6 aprile 1945) e «Il muretto di cinta» di Giorgio Bassani (sempre numero 25, poi ricompreso in «Le storie ferraresi», Einaudi, 1960). Del romanzo resistenziale «Baba» di Carlo Cassola, apparso a partire dal numero 32 del 20 luglio fino al numero 35 del 7 settembre 1946 e pubblicato in volume solo nel 1955 per i tipi di Nistri-Lischi. E poi alcuni componimenti poetici di Leonardo Sinisgalli (come «Prato falcone» e «Fine agosto», nel numero 12 del 15 settembre 1945), che per «Il Mondo» fu curatore anche di rubriche d’arte, e di Attilio Bertolucci (come «At home», «Per B…», dedicata al figlio Bernardo, e «In memoriam» all’interno del numero 17 dell’1 dicembre 1945). Da segnalare poi i nomi di alcuni collaboratori stabili, come quelli di Carlo Emilio Gadda (qui nella veste di critico teatrale e letterario), di Anna Banti, di Lalla Romano, di Mario Luzi, Franco Fortini, Gianna Manzini o di Elio Vittorini, che firma il testo drammaturgico «Due scene». Senza dimenticare, ovviamente, le analisi politiche di Carlo Morandi e quelle cinematografiche affidate al co-fondatore Bonsanti e i contributi culturali di Montale, autore anche di traduzioni (a cominciare da quelle condotte su poesie di Emily Dickinson). Uscita con cadenza regolare per 37 numeri accompagnati da fotografie e riproduzioni di opere in bianco e nero, dopo una pausa di sei mesi «Il Mondo» si unì con il periodico di ispirazione federalista «Il Mondo Europeo» di Antonio Milo di Villagrazia, con la stampa ora affidata alla Tipografia Società Editrice Italiana e una doppia redazione: quella romana, guidata da Milo, e quella di Firenze, guidata da Bonsanti (sempre coadiuvato da Montale e Loria, con l’aggiunta di Umberto Morra). Con identico formato ma con due fogli iniziali e due finali di color mattone, il nuovo corso della rivista ebbe inizio il primo marzo 1947 –con l’indicazione «N. 38» alla prima carta colorata e «N. 1» alla terza – proseguendo con cadenza quindicinale fino al numero 63 e concentrandosi in modo più deciso sulla politica nazionale e internazionale.

Edizione: collezione completa di «il mondo». «il mondo europeo» mancante dei soli numeri finali 62 e 63.

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