Ebdòmero. (Romanzo)
Ebdòmero. (Romanzo) | Libri antichi e moderni | De Chirico, Giorgio
Ebdòmero. (Romanzo)
Ebdòmero. (Romanzo) | Libri antichi e moderni | De Chirico, Giorgio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1957
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- De Chirico, Giorgio
- Pagine
- pp. 190 [2 bianche].
- Editori
- presso l’autore ( tip. M. Menghini),
- Formato
- in 8°,
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900
- Descrizione
- brossura a due colori,
Descrizione
LIBROEdizione privata voluta dall’autore.Esemplare in ottimo stato privo della sovracoperta.Nella Parigi della seconda metà degli anni Venti attraversata dalla guerra dichiarata da André Breton a traditori vecchi e nuovi del surrealismo, l’«Hebdomeros» di Giorgio de Chirico arrivò come una folgorante risposta. Principale bersaglio polemico del capo della compagine surrealista dopo essere stato ammirato e celebrato come maestro e precursore, nel 1929 il padre della pittura metafisica diede alle stampe per i tipi delle Éditions du Carrefour di Pierre-Gaspard Levy un libro di assoluta liricità e bellezza, destinato a superare il romanzo autobiografico «Nadja» licenziato da Breton soltanto un anno prima con Gallimard. Recensito già nel febbraio del 1930 da Edmond Jaloux su «Les Nouvelles Littéraires» con grande favore, il romanzo di de Chirico venne celebrato in Francia come esempio di perfetta traduzione delle sue visioni artistiche oniriche e atemporali in parola, acquisendo presto la fama di capolavoro letterario. Ma se tale e folgorante fu il successo dell’«Hebdomeros» in terra francese, ben più faticosa e lento fu il suo percorso in Italia. Proposto già nel 1928 all’amico Giovanni Scheiwiller – si ricorderà qui che il libro venne scritto, forse contemporaneamente, in italiano e in francese – e nel 1938 alle Edizioni della Cometa, la prima edizione italiana sarebbe infine apparsa solo nel 1942 con Bompiani, giustamente presentato nella nota al risvolto anteriore della sovracoperta come un libro celebre all’estero, ma sconosciuto agli italiani. Passato quasi inosservato e per molti anni quasi dimenticato, nel 1957 de Chirico decise comunque di approntare la ristampa privata qui presenta per ricordare il fratello Alberto Savinio, scomparso nel maggio del 1952. Recita infatti la dedicatoria posta solennemente all’antiporta: «Alla sacra memoria di mio fratello Alberto Savinio». Curiosa e dai contorni difficili da chiarire la storia editoriale del volume che, in alcuni esemplari, contiene correzioni autografe dell’autore a emendare il testo da alcuni refusi. Benché esso riporti infatti al piatto anteriore e al frontespizio la dicitura «Presso l’Autore», la sovracoperta - che in tutto riprende quella propria all’edizione francese - rimanda, al lato inferiore, all’editore Scheiwiller con l’indicazione «All’insegna del Pesce d’Oro – Milano». Poco riferita anche nei maggiori cataloghi specializzati, la storia dell’irregolare presenza della sovracoperta può forse essere spiegata immaginando l’acquisizione da parte dell’editore milanese di una parte della tiratura, poi diffusa nella nuova confezione conosciuta in due varianti: una marrone chiaro e una azzurra.
Edizione: edizione privata voluta dall’autore.