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D'ANNUNZIO E MUSSOLINI LA VERITA SUI LORO RAPPORTI GIOVANNI RIZZO

D'ANNUNZIO E MUSSOLINI LA VERITA SUI LORO RAPPORTI GIOVANNI RIZZO | Libri antichi e moderni | Giovanni Rizzo

Libri antichi e moderni
Giovanni Rizzo
Cappelli Ed., 1960
29,99 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1960
  • Autore
  • Giovanni Rizzo
  • Editori
  • Cappelli Ed.
  • Soggetto
  • D'ANNUNZIO

Descrizione

DESCRIZIONE: Cappelli Ed. San Casciano 1960 I^ Ed. br. ed. con sovracc. ill. pp. 317 21 ill. b/n f.t. in 16°.

Giovanni Rizzo, in riferimento a D’Annunzio e Mussolini, è il funzionario di polizia inviato da Mussolini per sorvegliare il Vittoriale, divenendo nel tempo “occhiuto carceriere”, confidente e intermediario tra il poeta e il regime. La sua missione ufficiale era indagare su un furto di gioielli, ma la vera finalità era riferire a Mussolini tutte le mosse, gli incontri e le attività del poeta-soldato, tramite telegrammi cifrati. D’Annunzio lo definì con amara ironia “occhiuto carceriere”, perché il suo compito era di censurare e monitorare corrispondenza, conversazioni telefoniche e arrivi al Vittoriale. Tuttavia, nel corso degli anni il rapporto tra i due si trasformò in qualcosa più complesso: Rizzo divenne interlocutore privilegiato, segretario, confidente e in qualche misura amico del Vate. Giovanni Rizzo è descritto dalla storiografia come la “longa manus di Mussolini” presso il poeta: oltre a sorvegliarlo, fungeva da filtro con l’esterno, gestore delle crisi finanziarie e personali di D’Annunzio e portavoce di informazioni al Duce. La sua permanenza al Vittoriale durò circa quindici anni, fino alla morte di D’Annunzio nel 1938.

CONDIZIONI: Buone, minuscoli strappetti alla sovracc.

PESO / WEIGHT: 500 gr. without package

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