Composizione nuova dove si descrive la vita, che tenne Giuseppe Mastrilli di Terracina che per amore cadde in molti omicidj, e fu bandito dagli stati di Napoli, e Roma in pena di forca e squarto e scampato durante la sua vita dalle mani della giustizia, se ne morì nel suo letto pentito del tutto de' suoi misfatti.
Composizione nuova dove si descrive la vita, che tenne Giuseppe Mastrilli di Terracina che per amore cadde in molti omicidj, e fu bandito dagli stati di Napoli, e Roma in pena di forca e squarto e scampato durante la sua vita dalle mani della giustizia, se ne morì nel suo letto pentito del tutto de' suoi misfatti. | Libri antichi e moderni | Anonimo
Composizione nuova dove si descrive la vita, che tenne Giuseppe Mastrilli di Terracina che per amore cadde in molti omicidj, e fu bandito dagli stati di Napoli, e Roma in pena di forca e squarto e scampato durante la sua vita dalle mani della giustizia, se ne morì nel suo letto pentito del tutto de' suoi misfatti.
Composizione nuova dove si descrive la vita, che tenne Giuseppe Mastrilli di Terracina che per amore cadde in molti omicidj, e fu bandito dagli stati di Napoli, e Roma in pena di forca e squarto e scampato durante la sua vita dalle mani della giustizia, se ne morì nel suo letto pentito del tutto de' suoi misfatti. | Libri antichi e moderni | Anonimo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1848
- Autore
- Anonimo
- Editori
- Per Felice Bertini
- Soggetto
- editoria popolare, Lucca
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
In 16, cm 8,5 x 15, pp. 12. Brossura muta coeva. Edizione popolare in versi di questo poemetto che racconta le vicende di questo celebre bandito originario di Terracina. Si diede alla macchia dopo aver ucciso il figlio di un mercante che gli contendeva la mano di una fanciulla. Fu poi catturato a causa della delazione di un compare e stette in galera per 7 anni. In seguito morì nel suo letto ma vi fu chi per attribuirsi i meriti della sua cattura, gli staccò la testa dal corpo e la portò a Napoli dal Vicerè. Rara edizione stampata da Felici Bertini, stampatore e libraio lucchese che successe a Francesco il quale, a partire dal 1805, era subentrato a Domenico Marescandoli. ultimo dei discendenti di questa famiglia di stampatori, noti per la gran produzione di edizioni popolari, piccoli libri popolari, ascetici e profani, spesso vendute da librai girovaghi. Giannini, La poesia popolare a stampa... II, p. 341. Nessun esemplare in Opac.