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Canti Orfici

Canti Orfici | Libri antichi e moderni | Campana, Dino

Libri antichi e moderni
Campana, Dino
Ravagli, 1914
non disponibile
Spalavera Libreria (Pallanza , Italia)
non disponibile

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1914
  • Autore
  • Campana, Dino
  • Editori
  • Ravagli
  • Stato di conservazione
  • In ottimo stato
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

Campana, Dino, Canti Orfici

Ravagli, 1914

Edizione originale, prima tiratura. Appartenuto al poeta futurista faentino Armando Cavalli, suo invio autografo al verso dell’occhietto: “A Giuliana, con fraternità, Armando Cavalli offre. Faenza, 16 novembre 1916”. Inedita testimonianza del contatto latente tra Campana e i futuristi di cui Cavalli fu esponente tra il 1914 e 1916. 16°, pp, (2), 174, brossura originale con titolo al piatto e al dorso. Custodia e legatura in marocchino blu con titoli in oro al dorso. Caratteristiche della prima tiratura: la quarta di copertina reca il sottotitolo (Die Tragodie des letzten Germanen in Italien) senza pecetta o segni di censura, assente l’errata corrige, i fascicoli sono tutti della stessa misura, è presente la dedica a Guglielmo in alcune copie strappata dall’autore stesso. Questa copia corrisponde all’esemplare ideale così come lo hanno descritto Maini e Scapecchi a pagina 39 della loro insuperata bibliografia: L’avventura dei Canti Orfici. Le copie attestate sono centoundici. Esemplare non descritto nel censimento, ma attestato a pagina 111 tra quelli non localizzati alla voce: Ottorino Paoli e amici faentini, Cenacolo Baccarini. _ Bell’esemplare, in barbe, straordinariamente privo di restauri. Quattro mancanze al dorso due in corrispondenza delle cuffie e due più piccole nella parte centrale, lungo la parola Canti. Alle pagine 104-105- 106 e 161-162-163 lungo il margine del testo tracciate lunghe linee verticali, probabilmente di mano di Cavalli vista la corrispondenza con l’inchiostro da lui utilizzato nella dedica all’occhietto. Provenienza: Armando Cavalli, poeta faentino e frequentatore, con Dino Campana del Cenacolo Baccarini. Gli amici del cenacolo nell’estate del 1914, quando comparvero i Canti Orfici a Marradi, sottoscrissero per lire 5 diverse copie dell’opera. Così testimonia Roberto Paoli frequentatore del Baccarini. (p. 111, Maini e Scapecchi). Cavalli, nato a Faenza il 20 febbraio 1893, si accosta al futurismo tra il 1913 e il 1914, stringendo amicizia con Francesco Balilla Pratella, di cui frequenta la casa di Lugo. Dà alle stampe nel 1915 il volumetto di parole in libertà Il giallo e l’Azzurro. Di questo libro, vista la sua irreperibilità, un noto collezionista disse: il mio regno per un Cavalli. La prima occasione di espressione futurista si presenta a Cavalli quando il pittore Malmerendi organizza nel gennaio 1915 a Faenza una personale. Per l’occasione Cavalli redige con Malmerendi il manifesto La mostra d’arte futurista. Impressionismo, cubismo, futurismo che appare sul periodico faentino Il Piccolo del 10 gennaio 1915. Copia del testo giunge a Boccioni, che si esprime positivamente con Malmerendi, ma giunge anche presso la redazione di Lacerba, che sul numero del 14 febbraio 1915 nell’articolo Futurismo e marinettismo firmato da Palazzeschi, Papini e Soffici, cataloga Cavalli (assieme a Boccioni, Balla, Delmarle, Giannattasio e Malmerendi) tra i pittori “marinettisti”; che,mancando di vere basi teoriche rispetto al futurismo, sono fautori di realizzazioni non originali.

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