Appunti per la storia politica ed amministrativa di Dogliani dell'Avv. Francesco Fracchia raccolti ed ordinati da Luigi Einaudi
Appunti per la storia politica ed amministrativa di Dogliani dell'Avv. Francesco Fracchia raccolti ed ordinati da Luigi Einaudi | Libri antichi e moderni | Francesco Fracchia, Luigi Einaudi
Appunti per la storia politica ed amministrativa di Dogliani dell'Avv. Francesco Fracchia raccolti ed ordinati da Luigi Einaudi
Appunti per la storia politica ed amministrativa di Dogliani dell'Avv. Francesco Fracchia raccolti ed ordinati da Luigi Einaudi | Libri antichi e moderni | Francesco Fracchia, Luigi Einaudi
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1922
- Luogo di stampa
- Torino
- Autore
- Francesco Fracchia, Luigi Einaudi
- Editori
- Tip. San Giuseppe degli Artigianelli
- Soggetto
- storia locale, economia, simple
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
In 8 (cm 19,5 x 27), pp. XII + 264 con ritratto fotografico iniziale di Francesco Fracchia. Annotazione manoscritta al primo foglio con l'occhietto. Dorso rifatto, aloni schiariti al piatto anteriore. Brossura editoriale. Appunti sulla storia di Dogliani dell'Avvocato Francesco Fracchia, zio di Luigi Einaudi, riordinati da Luigi, autoredella prefazione. Scrisse Mario Einaudi, figlio di Luigi, che la prefazione del padre in questo volume "va letta come testo chiave per capire a fondo il suo pensiero. La famiglia, il lavoro e la terra sono la base della convivenza civile. Lo zio e' l'eroe, la Madre l'eroina che cancellano coi loro sacrifici e il vivere retto la tragedia famigliare della perdita del patrimonio terriero avito con l'acquisto di nuove terre. Questi sono i temi che dominano - e non solo con riferimento a quella specifica situazione e a quello specifico luogo - il pensiero del "compilatore". Egli li pone senza esitazioni, come le fondamenta sulle quali "soltanto germogliano gli stati saldi". In particolare, Einaudi, dopo aver narrato le "gesta" dei suoi eroi, della madre e dello zio Francesco, "venerato come secondo padre", scrive: quello che "io osservavo nella casa avita erano le abitudini universali della borghesia piemontese per gran parte del secolo XIX". Quelle abitudini formavano "una classe dirigente che lascio' tracce profonde di onesta', di capacita', di parsimonia, di devozione al dovere nella vita politica ed amministrativa del Piemonte che fece l'Italia". Cfr. P. Silvestri, "Il liberalismo di Luigi Einaudi, o, del buongoverno", 2008, p. 74; Cfr. Bernardino, "L'opera di L. Einaudi", p. 143.