William Hogarth. Avec une introduction sur l'art de Hogarth par Sir William Armstrong Directeur de la Galerie Nationale d'Irlande. Traduit par B. H. Gausseron
William Hogarth. Avec une introduction sur l'art de Hogarth par Sir William Armstrong Directeur de la Galerie Nationale d'Irlande. Traduit par B. H. Gausseron
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1904
- Luogo di stampa
- Paris
- Autore
- Dobson Henry Austin
- Editori
- Hachette
- Soggetto
- Arte, William Hogarth, Illutrati dell'800
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-folio (385x303mm), pp. XIII, 290, legatura coeva m. pelle rossa e angoli con dorso a nervetti adorno di titolo in oro su doppio tassello verde, di filetti e di decori in oro entro scomparti. Piatti marmorizzati, taglio superiore dorato, sguardie decorate a piuma di pavone. Frontespizio in rosso e nero con vignetta all'acquaforte. Complessive 76 tavv., di cui 12 intercalate n.t. e incise all'acquaforte e 64 f.t., di cui una all'antiporta con ritratto di Hogarth, eseguite in varie tecniche, per lo più all'acquaforte, riproducenti i maggiori dipinti e incisioni del sommo artista inglese; alcune tavv. sono a colori. Tutte le incisioni f.t. sono protette da veline al cui recto è impresso il titolo dell'opera riprodotta. In barbe, in ottime condizioni. Edizione francese, nella traduzione di B. H. Gausseron e con un'introduzione di Sir William Armstrong, direttore della National Gallery di Dublino, di questa fondamentale monografia sull'arte di Hogarth, realizzata con eccezionale cura tipografica. La prima parte contiene la biografia dell'artista, la seconda, alle pp. 161 e sgg., la bibliografia hogarthiana sino al momento della stampa del volume, il catalogo ragionato dei quadri e delle stampe di Hogarth, gli indici. Il Dobson (Plymouth, 1840-Ealing, 1921) fu poeta e prolifico saggista, tra i più stimati dell'Inghilterra a cavallo tra XIX e XX secolo. Oggi, più ancora che per i suoi versi, lo si ricorda per le sue ottime biografie di Walpole, di Fielding, di Richardson e, appunto, di Hogarth.