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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1935
- Autore
- Girardini Emilio
- Editori
- Albert Messein - Paris
- Formato
- 19x14cm
- Soggetto
- Locale FVG
Descrizione
PRIMA EDIZIONE edito a Parigi ma in lingua italiana. Emilio Girardini nasce a Udine il 28 ottobre 1858, scrisse molti volumi di poesia e la sua è una poesia dei ritmi lenti, delle lunghe pause, dei silenzi assaporati in tutta la loro preziosa significanza; di chi non concepisce la vita con l’orologio in mano, tutto preso dai valori produttivi, esteriori, alienanti: di chi sa fermarsi ed ascoltare. Si dirà cher tutti i poeti posseggono questo dono; non è vero: o meglio, una buona parte di quella che viene considerata la poesia del Novecento (come se la categoria della modernità potesse, anche qui, sovrapporsi alla categoria della poeticità) è grido, lamento, imprecazione, oppure scherzo, risata, sberleffo; oppure ancora gioco di parole, non-senso, provocazione: ma non è cosa che nasca dal saper ascoltare; anzi: è volontà furiosa di coprire, cancellare, distruggere il silenzio, di coprirlo sotto una valanga di parole, di seppellirlo per sempre.Non così la poesia di Emilio Girardini: la sua è poesia che sa ascoltare le voci della natura, le stagioni, le pene di chi soffre, lo smarrimento degli umili, l’ansia e la fatica di chi porta con umiltà la sua croce quotidiana, in un dignitoso e schivo eroismo che ricorda le migliori pagine del Verga. È poesia lenta e misurata di chi cerca un senso al mistero delle cose, al mistero della morte; poesia religiosa di chi vede ovunque la presenza del sacro, categoria tanto ridicolizzata ed estromessa dalla boriosa “modernità”; di chi legge i segni della sacralità delle cose proprio nel loro farsi irriducibili ad ogni discorso presuntuosamente razionalizzante, ad ogni pretesa di capire e definire solo perché le cose, le persone, i sentimenti posseggono anche una dimensione esteriore ed esperibile mediante i sensi. (da Francesco Lamendola) In brossura. Pp. 121. Ottime condizioni.