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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2022
- ISBN
- 9788855280402
- Autore
- Piero D'Alfonso
- Pagine
- 176
- Collana
- Narratori contemporanei (2)
- Editori
- GM.libri
- Formato
- 213×144×16
- Soggetto
- Narrativa moderna e contemporanea, Tema narrativo: luoghi, comunità e identità locali, Milano
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Non precisamente appunti. Piuttosto un colloquio, una conversazione che l’autore intavola con la sua città per rendere esplicito il distacco – sofferto e maturato – tra la Milano interiore e quella del tempo e della gente. Il testo rievoca un periodo concreto, il secondo dopoguerra, lungo il filo di una doppia narrazione: da una parte l’adolescenza dell’autore – dove il racconto assume un taglio personale, amorevolissimo e struggente – dall’altra, a guerra finita, il vento della ricostruzione segnata di realismo e di senso del dolore. Un affresco di vertigine e di fretta, figure colte in circostanze vissute di persona, come Vivì che muore o il cardinal Schuster che fa un’indimenticabile omelia. O l’autore sorpreso dalla lettera del fratello, che gli confida l’enigma della crescita. Figure che si mescolano ai luoghi – la fiera campionaria, l’ippodromo, la Scala, corso Matteotti – in narrazioni intenzionate a sostenere immagini inattese, private. Umoristiche a volte, tragiche altre. È il caso di quando l’autore tratta il suo bisogno di capire, sospeso sulla richiesta di chiarimento di ciò che stava accadendo rivolta alle nuove generazioni («Ma i figli no!»). E questo è il rammarico: che la spiegazione chiesta a Milano – persone, non solo case – non arriva. Arriva invece il silenzio, contrapposto alla realtà del ricordo brulicante di vita. Un ostinato silenzio in cui si trincera la Milano “malata” di oggi, destinata – sembra – a imperdonabile dimenticanza.