Trattati di mascalcia attribuiti ad Ippocrate tradotti dall'arabo in latino da maestro Moisé da Palermo volgarizzati nel secolo XIII. Messi in luce per cura di Pietro Delprato corredati di due posteriori compilazioni in latino e in toscano e di note filologiche di Luigi Barbieri
Trattati di mascalcia attribuiti ad Ippocrate tradotti dall'arabo in latino da maestro Moisé da Palermo volgarizzati nel secolo XIII. Messi in luce per cura di Pietro Delprato corredati di due posteriori compilazioni in latino e in toscano e di note filologiche di Luigi Barbieri
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1865
- Luogo di stampa
- Bologna
- Autore
- Pseudo-Ippocrate
- Editori
- presso Gaetano Romagnoli
- Soggetto
- Mascalcia
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8° (23,5 x 15 cm). CXXIX, 300 pp. Mezza pelle moderna con piatti originali conservati. Titolo oro al dorso. Buon esemplare. Collana 'Collezione di opere inedite o rare pubblicate dalla Commissione per i testi di lingua'. I trattati di dubbia attribuzione, denominati 'l'Ippocrate indiano' , furono assai diffusi nel medioevo e si dice fossero stati scritti in ambiente persiano. L'ebreo maestro Mosè da Palermo, vissuto nel XIII secolo, per impulso di Carlo d'Angiò tradusse alcuni testi medici e veterinari; realizzò la traduzione dall'arabo in latino del Liber du Curationibus infirmitatum equorum.