Traité de l'athéisme et de la superstition, par feu mr. Jean-François Buddeus Docteur Et Professeur en Theologie. Avec des remarques historiques et philosophiques. Traduit en françois par Louis Philon, Ci-devant Docteur de Sorbonne, et mis au jour pa
Traité de l'athéisme et de la superstition, par feu mr. Jean-François Buddeus Docteur Et Professeur en Theologie. Avec des remarques historiques et philosophiques. Traduit en françois par Louis Philon, Ci-devant Docteur de Sorbonne, et mis au jour pa
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1740
- Luogo di stampa
- Amsterdam,
- Autore
- Jean-Francois Buddeus (Johann Franz Buddeus)
- Editori
- Chez Pierre Mortier,
- Soggetto
- FRANCESI FILOSOFIA CARTESIANA
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In 8° (19,7x12,2 cm); (32), 368, (16) pp. e una c. di tav. con ritratto di Ernesto Augusto I di Sassonia-Weimar (Weimar, 19 aprile 1688 Eisenach, 19 gennaio 1748). Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso. Tagli leggermente spruzzati. Alcune pagine leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità della carta utilizzata perIMG_5578_clipped_rev_1 l'edizione e come tipico della carta olandese. Grande stemma di Ernesto Augusto di Sassonia alla dedicatoria. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione francese di questo importante scritto del celebre filosofo e teologo luterano tedesco, Johann Franz Buddeus or Budde (sometimes Johannes Franciscus Buddeus; 25 June 1667 19 November 1729). Esperto di lingue classiche ed orientali, l'autore si iscrisse all'Università di Wittenberg nel 1685, dove nel 1687, subito dopo la laurea fu nominato professore aggiunto di filosofia. Qui rimase fino al 1689 quando passò all'università di Jena. Nel 1692 ottenne la cattedra di greco e latino a Coburgo. Qui rimase un solo anno perché l'anno seguente si trasferì all'Università di Halle dove gli era stata offerta la cattedra di filosofia morale. Nel 1705 è a Jena come secondo professore di teologia. E' a Jena che si ferma definitivamente divenendo anche rettore e direttore del dipartimento di teologia e del consiglio ecclesiastico. Considerato il maggior teologo tedesco del suo tempo, fu anche però, un ammiratore di Cartesio mentre fu molto critico verso Spinoza ed il suo ateismo sulla stessa strada già tracciata dai sostenitori della Legge Naturale quali Ugo Grozio, Samuel Pufendorf e Christian Thomasius. L'opera qui presentata è una delle sue principali e rappresenta una dottissima disquisizione filosofica sulla storia e le ragioni dell'ateismo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\049979.