Tiro al piccione
Tiro al piccione
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1953
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Rimanelli, Giose
- Pagine
- pp. 284 [4].
- Collana
- collana «La Medusa degli italiani», n. 81,
- Editori
- Arnoldo Mondadori Editore,
- Formato
- in 16°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900
- Descrizione
- brossura nella classica grafica della «Medusa», con fondo arancio,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Dorso brunito con piccole mancanze alla testa, pagine lievemente ingiallite ma ottimo esemplare. Dedica di precedente possessore alla prima carta.Folgorante opera prima ambientata durante gli anni della Repubblica Sociale Italiana. Non comune in prima edizione, è stato ripubblicato da Trevi di Roma nel 1974, da Einaudi nei «Tascabili» nel 1991 e infine da Rubbettino nel 2022. «Nei primi mesi del 1950 Rimanelli presenta a Cesare Pavese, redattore di Einaudi, il suo primo romanzo, “Tiro al Piccione”, come uno squarcio sulla Resistenza “dalla parte sbagliata” (il giovane protagonista-alter ego segue i tedeschi per poi arruolarsi quasi per caso e senza convinzione politica tra i repubblichini di Salò). Malgrado qualche perplessità, Pavese apprezza nel complesso l’opera […]. A maggio Pavese e Calvino indicano alla redazione i limiti dell’opera (“sia letterari che come documento politicamente educativo”), sottolineandone però lo straordinario vigore descrittivo. Il romanzo viene impaginato per la collana “I coralli”. Le prime bozze escono dai torchi e qualche giorno dopo, il 27 agosto 1950, Pavese si uccide. Come Calvino, anche l’altra colonna della Casa torinese, Natalia Ginzburg, giudica il libro troppo acerbo, oltreché portatore d’una visione eslege della Resistenza, tema in quegli anni a dir poco rovente. Non se ne fa più nulla. Tre anni dopo Elio Vittorini propone il romanzo alla Mondadori, che lo dà fuori non senza successo nella “Medusa degli Italiani”. […] Nel 1961 il regista ventinovenne Giuliano Montaldo porta sul grande schermo la storia di Marco Laudato, il protagonista di “Tiro al Piccione”, ed è quasi costretto a condividere la sorte del suo autore: “Al pubblico piacque, ma la critica, sia da destra che da sinistra, mi fece a pezzi. Fu un grande dolore, pensai anche di cambiare mestiere”» (G. Alvino, recensione a “La valigia è vuota. L’arte di Giose Rimanelli” di A.M. Milone, 2020, sul sito della Treccani).