Terroristi nella storia antica. Atti di terrorismo nell'antichità romana
Terroristi nella storia antica. Atti di terrorismo nell'antichità romana
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2018
- ISBN
- 9788893720502
- Autore
- Luca Montecchio
- Pagine
- 200
- Collana
- Techne minor (3)
- Editori
- Graphe.it
- Soggetto
- Roma antica, Storia antica, Antica Roma
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
La parola terrorismo ha origine dal termine latino terror che significa alicui terrorem ferre, propriamente «portare terrore a qualcuno» ma anche «terrorizzare qualcuno». Per parlare di terrorismo servono alcuni presupposti: manifestazioni in atti violenti di distruzione destinate a intimidire e terrorizzare la popolazione, provocando perdite umane e danni materiali; chi agisce – singoli o organizzazioni – non lo fa per interesse personale (vendetta, arricchimento o follia); i membri di un’organizzazione criminale cercano di commettere atti violenti senza essere identificati; l’atto terrorista è, seppur sui generis, di carattere politico dal momento che l’organizzazione pretende di distruggere l’ordine sociale e politico esistente o obbligare il potere a cambiare una decisione presa. È possibile supporre l’esistenza di forme e/o atti di terrorismo in epoca antica? Sì, senza dubbio. Tuttavia si deve evitare di confondere le epoche e di cadere nell’errore di applicare aspetti e caratteri di questioni contemporanee alla storia antica. Nel corso della storia romana annoveriamo vari episodi che possono essere considerati come «atti terroristici». La storiografia, fino a ora, li ha valutati meri «atti di guerra», ma una rilettura è necessaria.