Sul testamento di Lemmo di Balduccio. Lezione detta nell'adunanza del 12 febbraio 1822. Si aggiunge detto testamento.
Sul testamento di Lemmo di Balduccio. Lezione detta nell'adunanza del 12 febbraio 1822. Si aggiunge detto testamento.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1828
- Luogo di stampa
- Firenze
- Autore
- Rigoli Luigi
- Editori
- all'ins. di Dante
- Lingue
- Italiano
Descrizione
8°(cm.27). pp.56. mz. pelle coeva con picc. fregi oro al dorso. Lievi arross. In occasione della 5° impressione del Vocab. della Crusca. dovendo aggiungere nuove parole dei mss. del XIV sec. L.Rigoli si imbattè in questo Testamento (qui riprodotto pp.16-56). di cui parla anche la Antologia. giornale di lettere e arti. (Firenze. Vieusseux. 1822. t.XIX lug.1822 p.171) "Lemmo di Balduccio da Montecatini. recatosi a Firenze per dedicarsi alla mercatura nell'anno della nostra salute 1333 e fattosi scrivere all'arte de' cambiatori. così bene avventurosamente avanzò i propri interessi che in poco tempo ricchissimo divenne. Fatto già vecchio e non avendo figliuoli da lasciar eredi delle grandi sue facoltà. nell'anno 1389 prese il savio consiglio di spedale a pro de' poveri infermi. che fu quello di S.Niccolò. detto poi di S.Matteo in via del Cocomero. appunto ove oggi son le Belle Arti. Già lo spedale si edificava sotto gli occhi dello stesso Lemmo. ma temendo egli che se ne morisse. cone accadde difatti anzi che l'opera fosse condotta al termine. potea di leggeri seguire che il suo divisamento fallisse. risolvette di provvedere alla bisogna con testamento solenne. ordinando che l'edifizio in qualunque modo si perfezionasse e gli assegnò inoltre una dote che di un certo numero di malati servisse al mantenimento. Ecco come interessa la storia patria questo testamento di Lemmo e il perchè era a desiderarsi che per mezzo della stampa fosse sotratto alla distruzione del tempo. Ma noi dicemmo che a noi questo libro interessa assaissimo la nostra lingua. e questo fu principalmente il motivo che indusse il ch. Rigoli a pubblicarlo." [Gamba 1064 l'ediz. Firenze 1822].