Storia dei tre celebri popoli marittimi dell'Italia Veneziani, Genovesi e Pisani e delle loro navigazioni e commercio nei bassi secoli
Storia dei tre celebri popoli marittimi dell'Italia Veneziani, Genovesi e Pisani e delle loro navigazioni e commercio nei bassi secoli
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1855
- Luogo di stampa
- Livorno
- Autore
- Fanucci Giovanni Battista
- Editori
- Tipografia La Minerva
- Soggetto
- Storiografia, Storia della navigazione, Storia d'Italia
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
4 volumi in-8° (222x152mm), pp. VIII, 828; (4), 349; (2), II, 353, (3); XII, 325, /(3); legatura coeva m. pelle verde con titolo, decori e tomaison in oro ai dorsi. Piatti marmorizzati. Punte in pergamena. Tagli a spruzzo azzurri. Bellissimo esemplare. Prima edizione. 'Il toscano Fanucci unì in un corpo la storia dei tre celebri popoli marittimi dell'Italia e volle riempire una lacuna oscura di dieci secoli lasciata dall'Huet nel Libro sul Commercio e sulla navigazione degli antichi e dal Raynal in quello sugli Stabilimenti degli Europei nelle Indie.' (Ambrogio Levati, Saggio sulla storia della letteratura italiana nei primi venticinque anni, p. 245). In filigrana all'opera, fondata su una vasta erudizione, si scorge il chiaro intento di celebrazione risorgimentale attraverso la ricostruzione del secolare contributo italiano alle istituzioni marittime. Interessanti le notazioni di storia comparata tra la politica condotta dai 'popoli marittimi' italiani e quella antica dei Fenici e dei Cartaginesi, a essi paragonati. Nel 1856 il Salvagnoli progettò una ristampa dell'opera, mai edita, di cui Michele Amari avrebbe dovuto essere l'annotatore. Il Fanucci (Pisa, 1756-ivi, 1834) fu professore di Diritto marittimo e commerciale all'Università di Pisa. La presente è la sua opera più significativa. Lozzi, 6187. Inghirami, I, 268. Graesse, II, 551. Branca, 968: 'Opera che fu accolta con grande applauso e conserva ancora oggi molto pregio'. Cfr. Carlo Fantappié in D.B.I., XLIV, 1994.