Spiegazioni di due antiche mazze di ferro ritrovate in Messina nell'anno MDCCXXXIII, scritte dal Naufragante e dall'Ardito, Accademici della Peloritana Accademia de' Pericolanti. Con le opposizioni e note del Minacciato, del Timido e del Recuperato…
Spiegazioni di due antiche mazze di ferro ritrovate in Messina nell'anno MDCCXXXIII, scritte dal Naufragante e dall'Ardito, Accademici della Peloritana Accademia de' Pericolanti. Con le opposizioni e note del Minacciato, del Timido e del Recuperato…
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1740
- Luogo di stampa
- Venezia (ma Messina),
- Autore
- Quingles Giacomo Francesco (De) - Aglioti Paolo.
- Editori
- Francesco Pitteri (ma Antonio Lazzari),
- Soggetto
- Messina
Descrizione
In folio (mm. 348x247); pagg. (16), 283, con 28 incisioni in rame a piena pagina di cui 26 fuori testo e 3 ripiegate più volte. Nota di possesso manoscritta al frontespizio impresso a caratteri rossi e neri, 8 grandi vignette incise nel testo. Mezza pergamena con angoli del XIX secolo, tassello in marocchino nocciola con titolo impresso in oro al dorso. <BR><BR>Prima edizione di uno dei più importanti libri figurati del Settecento siciliano. E' curioso notare come il frontespizio rechi come luogo di stampa Venezia (Pitteri editore), mentre nel colophon si dichiara che il libro fu stampato a Messina presso la Stamperia Accademica del Lazzari. L'opera trae origine dal ritrovamento di due mazze antiche, le quali recavano un'incisione che menzionava una lettera della Vergine indirizzata ai Messinesi. La vicenda scatenò subito una grande controversia sull'autenticità della lettera, tanto che il Senato di Messina chiese ai membri dell'Accademia cittadina dei Pericolanti di esporre una loro opinione. Gli Accademici si schierarono sui due opposti fronti, da una parte gli autori Quingles e Aglioti con gli pseudonimi di Naufragante e Ardito, dall'altra Giovanni e Francesco Natoli e Ignazio Cesareo con i nomi Minacciato, Timido e Recuperato. Le tavole illustrano in buona parte l'incisione delle mazze, stemmi, medaglie, corone, armature e iscrizioni; tra tutte spicca una bellissima veduta della città di messina (mm. 515x350) incisa in rame da Antonio Gaetano su disegno di Raimondo de Leonardo.<BR><BR>Esemplare molto elegante e marginoso, stampato su carta forte ma mancante dell'antiporta. Oltre a quest'ultimo, gli unici difetti sono fioriture della carta, piccoli forellini di tarlo marginali alla prima carta e alle carte A1 e **4; forellino e sporco superficiale alla carta V1; strappi restaurati al margine superiore delle prime due carte, piccolo tassello di rinforzo al dorso. <BR>Mira II, 258-259; Parenti, "Dizionario dei luoghi di stampa falsi", pagg. 194-195<BR>