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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1969
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Gregotti, Carmen
- Editori
- Lerici
- Formato
- 21 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Prima edizione - Brossura editoriale di circa 96 pagine non numerate; le illustrazioni in nero sono parte integrante del testo. Qualche segno del tempo, buona-ottima copia nel complesso -- Opera prima. La scrittura poetica di Carmen Gregotti si esaurisce pressoché totalmente nella forma di diario, un diario scisso per la maggior parte in minuti frammenti, sorpresi da flash verbali. Si potrebbe pure congetturare di uno stile aggiornato del crepuscolare inizio novecentesco, riveduto e corretto d'atmosfere contemporanee, periodo che va dal 1970 in poi. Così Giampiero Neri saluta ogni nuovo libro di Carmen: "Il male di vivere della nostra poetessa più snob, fra malinconie gozzaniane e splendori alessandrini". Precipua tecnica, la sua, è quella del sermo interruptus, maturato a suo tempo, tra baci e sopori, dal dotto Enrico Filippini, ma da lei svolto in maggiore aderenza alle dinamiche degli stati d'animo. C'è dunque una predisposta assenza di soluzioni di continuità nel dettato di Carmen, composto di scansioni infraquotidiane, un poema-diario, appunto, di inscindibili discordanze.