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Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe

Libri antichi e moderni
Jean Fallot, Dario Paccino, Neva Maffii, Lucia Martini, Ettore Tibaldi
Orthotes, 2025
23,75 € 25,00 €
(Napoli, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2025
  • ISBN
  • 9788893144834
  • Autore
  • Jean Fallot
  • Pagine
  • 314
  • Collana
  • Ecologia politica (26)
  • Editori
  • Orthotes
  • Formato
  • 211×148×23
  • Soggetto
  • Filosofia occidentale: dal 1800 in poi, Capitalismo, Inquinamento e minacce all’ambiente, Conflitti armati, XX secolo, 1900–1999
  • Prefatore
  • Dario Paccino
  • Traduttore
  • Neva Maffii, Lucia Martini, Ettore Tibaldi
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1976 con un’introduzione di Dario Paccino, ora inclusa in appendice, "Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe" indaga il legame profondo tra quelle che Jean Fallot definisce “le tre teste del capitale”. Se la guerra imperialistica, come tutte le forme di violenza degli sfruttatori, rappresenta la condizione strutturale delle società di classe, funzionale a difendere i privilegi e spartirsi risorse e territori, l’inquinamento, per contro, ne è la conseguenza storicamente determinata: la corsa al profitto e l’incessante progresso tecnologico, guidati dalla necessità di generare un sempre maggiore plusvalore, conducono alla distruzione della natura insieme al sovra-sfruttamento delle risorse umane e alla loro alienazione. L’inquinamento emerge dunque come esito inevitabile del modo capitalistico di organizzare il rapporto tra società e natura, evidenziando la necessità di ripristinare un metabolismo sociale e naturale ormai gravemente distorto. Cinquant’anni dopo, quest’opera si conferma un classico dell’analisi marxista e dell’ecologia politica. La nuova edizione, arricchita da un’introduzione che ne ripercorre la genesi e ne analizza l’attualità, rilancia la domanda cruciale posta da Jean Fallot: è possibile immaginare una scienza che, anziché alimentare il dominio e la distruzione, si schieri dalla parte della vita, dei bisogni umani e della giustizia sociale?

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