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Seconda persona. Enunciazione e psicoanalisi

Libri antichi e moderni
Francesco La Mantia
Quodlibet, 2021
20,90 € 22,00 €
(Macerata, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2021
  • ISBN
  • 9788822905666
  • Autore
  • Francesco La Mantia
  • Pagine
  • 233
  • Collana
  • Campi della psiche
  • Editori
  • Quodlibet
  • Formato
  • 211×141×21
  • Soggetto
  • Psicoanalisi lacaniana
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Esitare, incespicare sulle proprie parole, riprenderle e ricominciare. Dire una parola per un'altra, interrompersi e tacere, oppure correggersi, riavviare il discorso e bloccarsi all'intoppo successivo. Parlare è faticoso: è colmare lacune che affiorano nell'esercizio quotidiano del gesto verbale. Eppure si parla, anche fluentemente. E parlare è sentirsi parlare: magari «si può non farci attenzione, ma è certo [.] che si ode il suono delle proprie parole». Così affermava Lacan, e con Lacan tutti gli autori che si sono misurati con quest'aspetto dell'attività di linguaggio. Diversi per tradizione e sensibilità, studiosi di enunciazione, psicoanalisti e scienziati cognitivi hanno identificato la presenza di una «funzione muta del linguaggio» nella figura stessa del parlante. Da taluni chiamata «auto-ricezione», da altri «auto-ascolto» o «intesa silenziosa», questa funzione è sincronicamente operante nel gesto verbale. Il libro sostiene che tale sincronia è il rimedio provvisorio che il parlare usa per colmare le proprie lacune: se vi è un margine di ripresa in ciò che manca nel discorso, lo si deve alla funzione muta del linguaggio. E a nient'altro.

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