SCUSATE IL DISTURBO BIANCAVILLA E LA SUA CASTA VIZI E MALCOSTUMI
SCUSATE IL DISTURBO BIANCAVILLA E LA SUA CASTA VIZI E MALCOSTUMI
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2008
- Luogo di stampa
- CATANIA
- Autore
- Fiorenza Vittorio
- Pagine
- 141
- Editori
- ETNAPRESS
- Soggetto
- POLITICA
- Descrizione
- BROSSURA ILLUSTRATA
Descrizione
Mario Cantarella, da sindaco uscente e ricandidato, ha perso le elezioni gi? al primo turno. Ma ha esultato per la successiva vittoria di Pippo Glorioso. E la sua coalizione partecipa alla nuova amministrazione, attraverso un?alleanza che non ha precedenti nella storia di Biancavilla. Per comprendere come questo sia stato possibile, come avversari storici di destra e di sinistra si siano uniti nello stesso schieramento, occorre ?rileggere? il quinquennio che ha preceduto il ballottaggio tra Salvuccio Furnari e Pippo Glorioso e la formazione della nuova giunta. ?Scusate il disturbo?, il primo blog su Biancavilla, che ha suscitato uno straordinario interesse e un animato dibattito, con interventi dirompenti, pubblicati online tra il 2004 e il 2008 ed ora raccolti in queste pagine, offre una valida possibilit? di analisi. Non un racconto storico n? una cronaca distaccata, ma uno spietato svelamento di fatti e personaggi di Palazzo, che ci fa vedere i nostri politici oltre la cortina dell?ufficialit?, da un punto di osservazione privilegiato, obbligandoci a valutarli e a rivalutarli, a riflettere e ad interrogarci. Ne viene fuori una descrizione indignata, ironica e amara, cruda e allegra, di un periodo annunciato come quello dei grandi cambiamenti e che, invece, si ? rivelato come un periodo di consolidamento di malcostumi, vizi e incapacit? di un?intera classe politica. Al centro di questo quadro a tinte scure, spicca la figura di Mario Cantarella con la sua aureola di politico di rigore, ?diverso? dagli altri, che piano piano si ? dissolta, fino a mostrarlo politico ?uguale? agli altri, capace, in una sola notte, di liquidare la propria tradizione ideologica e la propria storia personale per uno di quei giochetti di potere che, da missino dalla barba lunga, aveva aspramente avversato.