Satire del Senatore Iacopo Soldani Patrizio Fiorentino con annotazioni date ora in luce la prima volta – Scherzi poetici – Cicalate
Satire del Senatore Iacopo Soldani Patrizio Fiorentino con annotazioni date ora in luce la prima volta – Scherzi poetici – Cicalate
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1729-1751
- Luogo di stampa
- Firenze,
- Autore
- Soldani, Iacopo [Jacopo] – Panciatichi, Lorenzo
- Pagine
- pp. XXX 239 [1], incisione all’antiporta con ritratto dell’autore e impresa editoriale al frontespizio; 47 [1]; 59 [1]. Belle lettrines ornate e testatine e finalini animati.
- Editori
- Nella Stamperia di Gaetano Albizzini, Per Michele Nestenus e Francesco Moucke, s.e. [ma Nestenus e Moucke],
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- Letteratura Antica
- Descrizione
- piena pergamena coeva; titolo manoscritto e numero impresso in oro alla testa del dorso, tassello con collocazione antica al piede del dorso; contropiatti e guardie policromi,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROEdizione originale.Eccellente esemplare, con poche tracce di ossidazione, prevalentemente marginali; alcune carte un poco brunite; ex libris di Franco Bandini al contropiatto superiore e, dello stesso, note marginali e numerazione delle carte preliminari a lapis.Fattizio settecentesco composto da tre prime edizioni di opere poetiche fiorentine riconducibili alla tradizione satirica e burlesca tra Sei e Settecento: le Satire di Iacopo Soldani e gli Scherzi poetici e le Cicalate di Lorenzo Panciatichi. Il volume, verosimilmente assemblato in epoca coeva, testimonia una ricezione unitaria di questi testi come corpus omogeneo di letteratura giocosa e morale, destinata a un pubblico colto e accademico. Le Satire di Soldani si collocano nel solco della satira oraziana e bernesca, con una scrittura controllata ma incisiva, rivolta alla critica dei costumi e delle debolezze umane attraverso un registro colto e misurato. Gli Scherzi poetici di Panciatichi riflettono invece il gusto arguto e mondano della poesia d’occasione, dove l’esercizio di stile, la facezia e l’allusione convivono in un equilibrio tipico dell’ambiente accademico fiorentino. Le Cicalate, sempre di Panciatichi, raccolgono prose e componimenti di tono ironico e paradossale, concepiti per la lettura o la recitazione in contesti colti, e riconducibili alla tradizione delle “cicalate” accademiche, in cui l’arguzia verbale si accompagna alla consapevolezza metalinguistica. Nel loro insieme, i tre testi offrono uno spaccato significativo della cultura letteraria toscana tra Sei e Settecento.B. Gamba, Serie dei testi di lingua, 1839, 926, 2040, 2041.