Saeba Regina di Ginge, e di Taniorre. Tragedia
Saeba Regina di Ginge, e di Taniorre. Tragedia
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1825
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Varano Alfonso
- Editori
- Stamp. Ospizio Apostolico presso Carlo Mordacchini
- Soggetto
- Letteratura italiana, Teatro, Prime edizioni
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In-8°, pp. 108, brossura editoriale con titolo entro bordura ornamentale. Qualche lieve brunitura interna, macchie alla brossura posteriore, ma buon esemplare in barbe. Prima edizione di questa tragedia di ambientazione indiana del celebre poeta protoromantico ferrarese. '.Una poesia alta, solenne. visioni in terzine e tragedie, in cui il Varano si staccava decisamente dalle forme classicheggianti e dai temi mitologici ed edonistici, contrapponendovi un suo programma di poesia basata sul 'mirabile' cristiano ed espressione di sentiti motivi etico-religiosi. Nelle Visioni sacre e morali. più chiaramente si afferma la volontà di una poesia mistica e profetica (confortata da echi biblici e danteschi, nonché da riflessi della poesia del Guidi) che. finisce per scatenare immagini cupe e visioni macabre. le stesse descrizioni della peste di Messina o del terremoto di Lisbona sono giustificate come contributo al richiamo divino contro il dilagare dei peccati umani. Costituirono una specie di indigeno surrogato dei nuovi temi dell'orrore' preromantico straniero. Influirono come firma di un nuovo genere poetico sulla formazione del Monti e furono presenti a molti romantici, anche se può apparire esagerata. la nota dichiarazione del Mamiani che in quelle vedeva l'origine della moderna poesia italiana', scrive Walter Binni nel Dizionario Bompiani degli Autori, III, p. 761, a proposito della poesia e della poetica del Varano.