Ricominciamo dai nomi, dai miti e dalle fonti nei secoli. Procida, Ischia, Cuma, Bacoli, Baia, Miseno, Monte di Procida, Cappella, la via per Quarto, Pozzuoli e il Monte Barbaro nella lunga durata
Ricominciamo dai nomi, dai miti e dalle fonti nei secoli. Procida, Ischia, Cuma, Bacoli, Baia, Miseno, Monte di Procida, Cappella, la via per Quarto, Pozzuoli e il Monte Barbaro nella lunga durata
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2024
- ISBN
- 9788897630661
- Autore
- Palumbo Gea
- Pagine
- pagine 360
- Collana
- Luoghi e territori
- Editori
- Fioranna
- Formato
- In-8
- Soggetto
- 1DSTUMA
Descrizione
Il libro nasce dal desiderio di ridare giusta visibilità non solo a ben note fonti antiche ma anche a fonti che nei secoli hanno continuato a parlare dei Campi Flegrei, consentendo che non si spezzasse il filo della narrazione; fonti preziose che raccontano Baia brulicante di vita divenire una terra desolata con teschi di soldati sulla spiaggia, o Cuma al principio del '700 con un'immagine onirica e al contempo più reale di quante ne potremo ricostruire al computer, un'immagine che gli antichi non videro mai, ma che nei secoli in cui la città continuò a vivere in una desolata palude, videro i viaggiatori solitari innamorati dell'antico. O ancora, quando fonti come le incisioni di una straordinaria Eneide del XVI secolo raffigurano Cuma come luogo di congiunzione tra la storia di Creta, scolpita da Dedalo sul tempio di Apollo, e quella di Roma mostrata da Anchise a Enea nei Campi Elisi. Infatti un'altra ragione per riscoprire il grande patrimonio di fonti che vengono dai libri a stampa tra XVI e XIX secolo sono le immagini che come occhi attenti alle mutazioni del paesaggio, ne raccontano la muta storia. Fonti antiche che ricordano i miti in cui i nomi di queste terre sono legati a dei ed eroi. Fonti medievali che cambiano quei nomi e mutano Virgilio in un mago e la Sibilla in una cristiana profetessa. Fonti moderne in cui tutto è visto attraverso il filtro dell'antico e lo spessore del tempo.