Re Orso. Fiaba
Re Orso. Fiaba
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1864
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Boito, Arrigo
- Pagine
- pp. 56 [2].
- Editori
- dal Regio Stabilimento Nazionale Ant.o Ripamonti Carpano,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Poesia Italiana dell' 800
- Descrizione
- legatura in mezza tela, piatti in cartonato marmorizzato, etichetta con titoli manoscritti al piatto anteriore
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Piccola mancanza al dorso, leggere fioriture all’interno, nel complesso buon esemplare. Timbretto «Ex libris Antonii de Summo» al frontespizio.Rarissimo opuscolo del Re Orso, poemetto narrativo di argomento fantastico definito dallo stesso autore «la pazza cosa», dato il suo carattere fortemente sperimentale. L’opera fu pubblicata in contemporanea anche sulla «Strenna italiana per l’anno 1865», con la stessa composizione tipografica (Parenti, Rarità, IV, p. 271; in questa plaquette venne modificata solo la paginazione). L’edizione autonoma sarà seguita da una seconda edizione nove anni più tardi, stampata a Torino a cura di G. Arconati Visconti, e da una terza, sempre torinese, presso F. Casanova (l’editore di Praga e Camerana) nel 1877. -- Gli studi critici, fin da Croce, hanno messo in luce il significato profondamente allegorico della fiaba boitiana: «Di “ridondante simbologia del male” ha parlato Francesco Spera, ma già Benedetto Croce aveva interpretato la fiaba in chiave simbolica: il verme che perseguita Re Orso quale simbolo del male, “non il male umano cosciente, timido e angusto, ma il male simile a selvaggia manifestazione della natura, il male ch’è dei vulcani in eruzione, dei terremoti, dell’oceano in tempesta, delle belve in ferocia: il capriccio del male, della strage, dell’orgia di sangue”. La gratuità degli atroci comportamenti di Re Orso rimanderebbe dunque, per via di metafora, a quella legge di male assoluto che segna, nell’insensatezza, la condizione umana» (Carnero, La poesia scapigliata, p. 225). -- Edizione di grande rarità, nessun esemplare censito nell’Opac Sbn.R.Carnero (a cura di), «La poesia scapigliata», BUR, Milano 2007, p. 225; M. Parenti, «Rarità bibliografiche dell’Ottocento», Sansoni Antiquariato, Firenze 1953, Vol. IV, p. 271.