Poesie e prose. Prima edizione
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1822
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Lamberti Luigi
- Editori
- Per Giovanni Silvestri
- Soggetto
- Letteratura italiana, Poesia neoclassica, Prime edizioni
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In-16°, pp. XII, 292, legatura coeva m. pelle marrone con titolo e filetti in oro al dorso. Ritratto del Lamberti inciso su acciaio dal Rados all'antiporta. Qualche fioritura lieve. Bell'esemplare. Prima edizione in raccolta. Nel volume figurano le poesie originali del letterato reggiano, le sue traduzioni da poeti e tragici greci (Omero, Tirteo, Anacreonte, Euripide, Pindaro, Teocrito, Meleagro, Simonide, Bacchilide, ecc.), le sue prose diverse (tra cui un 'Discorso sulle belle lettere') e gli articoli da lui stesi per 'Il Poligrafo' (scritti sull'etica, su Orazio, su Tito Livio, su Erodoto, su Andrea Appiani e i suoi affreschi per la Sala del Trono del Palazzo Reale di Milano, ecc.). Il Lamberti (Reggio Emilia, 1759-Milano, 1813), protetto di Ennio Quirino Visconti e dei Borghese, fu poeta a carattere prevalentemente gnomico influenzato da Orazio e dal Parini (la sua ode 'I cocchi' ispirò 'A Luigia Pallavicini caduta da cavallo'), critico e filologo fra i maggiori del nostro neoclassicismo letterario, traduttore dell'Edipo Re' e di Tirteo, descrittore delle 'Sculture della Villa Borghese', esule a Parigi, successore del Parini a Brera, direttore della Braidense, fondatore del 'Poligrafo'. Biblioteca scelta di opere italiane antiche e moderne, 117. Sul Lamberti, Vittorio Fontana, Luigi Lamberti, Reggio Emilia, 1893 e Valentino Sani in D.B.I., LXIII, 2004: ' 'Da sottolineare, in particolare, la valenza poetica del canzoniere, riuscito esempio di grazia e di equilibrio dal nitore neoclassico, ispirato alla lezione di Orazio ma ricco al tempo stesso di echi sensistici e pariniani, ammirato da U. Foscolo e lodato da G. Carducci.'.