Poesie di tutti i giorni (1910 - 1911)
Poesie di tutti i giorni (1910 - 1911)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1911
- Luogo di stampa
- Napoli,
- Autore
- Moretti, Marino
- Pagine
- pp. 150 [4 compresa l’ultima carta bianca].
- Editori
- Ricciardi,
- Formato
- in 16°
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900
- Descrizione
- brossura,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Più che buon esemplare (leggere fioriture alla brossura e alle prime e ultime carte, dorso leggermente brunito).Non comune terza opera poetica, assieme alle «Poesie scritte col lapis» dell’anno precedente e al «Giardino dei frutti» (1916) «sono da considerarsi archetipi della condizione crepuscolare» (M. Biondi, voce DBI vol. 76, 2012). Fin dagli esordi «la lezione di Pascoli agisce in Moretti molto più attivamente di quanto non accada negli altri poeti crepuscolari, incidendo sia sulla scelta del materiale lessicale sia sul livello melodico e ritmico. Da "Fraternità" a "Poesie scritte col lapis", da "Poesie di lutti i giorni" (1911) al "Giardino dei frutti" (1915, in cui l'esperienza strettamente crepuscolare appare tuttavia già superata), il tono "umile" della poesia morettiana, evidente già a partire dai titoli, si traduce nel rifiuto dell'eloquenza [.] ma anche in atmosfere grigie e desolate, nella fuga dal mondo esterno, prima verso il rassicurante mondo familiare ("Fraternità"), poi, sempre di più, nel tempo felice dell'infanzia e dell'adolescenza» (Ezio Raimondi, «La letteratura italiana. Il Novecento. Volume I» Milano, Mondadori, 2004, pagina 86).