Pietri Pacioni J. C. Pistoriensis et in Alma Urbe Advocati, Tractatus de Locatione et Conductione, in quo non solum agitur in genere de Contractu Locationis, & omnibus ad eum pertinenti bus; sed etiam in specie de Locatione Operarum, ac Singualrum re
Pietri Pacioni J. C. Pistoriensis et in Alma Urbe Advocati, Tractatus de Locatione et Conductione, in quo non solum agitur in genere de Contractu Locationis, & omnibus ad eum pertinenti bus; sed etiam in specie de Locatione Operarum, ac Singualrum re
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1700
- Luogo di stampa
- Venetiis,
- Autore
- Pacione Pietro
- Editori
- Apud Paulum Balleonium,
- Soggetto
- CUTIGLIANO MARCHE AVVOCATURA
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In 2° (32x22 cm); (24), 440, (90) pp. Bella legatura settecentesca in mezza pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Frontespizio in rosso e nero. Tagli gialli. Stemma al frontespizio con un'aquila bicipite con una corona tra le due teste, al centro in uno stemma le iniziali PB intrecciate simmetricamente. Iniziali dallantico proprietario al margine basso del dorso che identifica lesemplare come appartenuto a Monsignor Giuseppe Zacchia che fu uditore della Sacra Rota e governatore di Roma intorno al 1840, appartenente alla nobile famiglia dei Marchesi Zacchia fu un personaggio che ebbe anche un importante ruolo nella vita culturale del territorio ascolano nella prima metà del XIX° secolo. Zacchia fu anche delegato della Provincia di Campagna e Marittima, delegato di Viterbo. Zacchia fu una delle figure più influenti del vaticano nei turbolenti anni dei moti carbonari e rivoluzionari della prima metà del XIX° secolo. Nel 1826 fu inviato nel Frusinate a dirigere le operazioni di Polizia dopo che era divenuto celebre per aver respinto militarmente un assalto dei carbonari a Ripatransone. Qui riuscì a scoprire i capi settari facendoli condannare a pene detentive ed allesilio, facendo redigere un elenco "degli individui ,che appartengono alla Setta dei Carbonari ,dei sospetti per le loro idee politiche nelle province di Marittima e Campagna Nicola. Non comune edizione, in bella legatura ed in ottime condizioni di conservazione di questo testo di diritto dallavvocato e giureconsulto pistoiese, Pietro Pacione (a volte riportato anche come Pacioni). Questo trattato legale, composto nel seicento, ebbe un notevole successo e diverse riedizioni, tutte abbastanza rare. Pietro Pacione, originario di Cutigliano in provincia di Pistoia, era figlio di Francesco Pacioni e fratello minore di Giuliano Pacioni, visse la maggior parte della sua vita a Roma dove esercitò con notevole successo la professione di avvocato. In età matura, per le sue grandi doti e conoscenze, venne invitato dai Principi di Toscana, ad occupare la carica di Auditore presso la Rota toscana. Tale era la sua fama che papa Innocenzo XI che era solito servirsi dei sui scritti, gli offrì il vescovato di Nocera che però Pietro ricusò. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\006703.