Paradiso e dintorni. Il paesaggio rurale dell'antico Oriente
Paradiso e dintorni. Il paesaggio rurale dell'antico Oriente
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Autore
- Liverani Mario
- Editori
- Laterza 2022
- Descrizione
- Nuovo
- Descrizione
- H
- Sovracoperta
- True
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Legatura
- Rilegato
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, ril. ed. 208pp. La nostra civilt‡ comincia il suo viaggio in uno spazio mitico. Un 'giardino dell'Eden' in cui l'uomo trovava soddisfatte tutte le sue necessit‡. Per secoli studiosi e ricercatori si sono interrogati sulla realt‡ storica di questo paesaggio primigenio. Oggi finalmente Ë possibile rispondere alla domanda: ma com'era fatto questo paradiso? Quando l'Europa iniziÚ la sua esplorazione del Vicino Oriente, le notizie riguardanti quest'area erano sommarie e spesso facevano riferimento a un passato leggendario e mitico. In particolare, due miti ne avevano simboleggiato il paesaggio: la 'Torre di Babele' come metafora per la citt‡ e il 'Giardino dell'Eden' come metafora per la campagna. Entrambi erano caratterizzati da un elemento di crisi e di collasso: la torre di Babele era rimasta incompiuta e abbandonata, il giardino dell'Eden era stato chiuso all'uomo, costretto a migrare verso ambienti meno ospitali. Invece di citt‡, i primi viaggiatori nel Vicino Oriente trovarono rovine, e invece di giardini trovarono il deserto. Col progredire dell'indagine storica e archeologica, le informazioni sulle antiche citt‡ (da Ninive a Babilonia) crebbero, mentre le informazioni sulle campagne rimasero scarse e quasi nulle. La storia orientale antica divenne una questione di re e dinastie, di citt‡ e palazzi, di scribi e artigiani e mercanti. Si sapeva che la stragrande maggioranza della popolazione antica era costituita da contadini e pastori, ma la ricostruzione della loro vita e del loro ambiente venne a lungo esclusa dal quadro. Oggi le condizioni sono cambiate. Possiamo provare, per la prima volta, a dare un volto al 'giardino dell'Eden', a quel paesaggio in cui Ë germinata alcuni millenni fa la nostra civilt‡.