Non un unico viaggio
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2025
- ISBN
- 9791257142506
- Autore
- Laura Macrì
- Pagine
- 96
- Collana
- Libri per tutte le tasche
- Editori
- Robin
- Formato
- 194×130×7
- Soggetto
- Poesia di singoli poeti, Poesia moderna e contemporanea (dal 1900 ca. in poi)
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
La vita umana come viaggio è un tema millenario che, sin dai tempi più antichi, è stato posto al centro di molte opere dello scenario letterario. La silloge ribalta la concezione secolare che l’esistenza umana possa essere considerata soltanto un unico viaggio, dal momento che in essa gli uomini, nel corso della vita, raggiungono numerose tappe, ognuna delle quali costituisce la propria meta del momento, nella consapevolezza che non ne esista una finale. Ogni uomo, nel viaggio che conduce, è spinto ad affrontare altri innumerevoli viaggi, il primo tra tutti: quello dentro se stesso. Venendo a contatto con la propria interiorità, ciascuno è chiamato a porsi in cammino alla ricerca e alla comprensione di chi sia nel profondo, desideroso di scoprire ciò che lo abiti, come il prode Odisseo, l’eroe omerico “multiforme”, simbolo di audacia, intelligenza pratica e astuzia. Il valoroso acheo, ricordato da Dante come l’uomo del Folle volo, che non rimase ancorato ai limiti di conoscenza imposti dalla realtà circostante ma, spinto da una curiosità immane, si mise in viaggio, invitato a seguire il proprio destino con l’unico obiettivo: raggiungere la sua Itaca, rientrare in patria, ritornare a casa, ovvero adempiere alla conoscenza di sé. “Il conosci te stesso” dell’antichità classica risuona fortemente nei versi della raccolta, nella cognizione che chi si appresti in questo intento sia inevitabilmente esortato ad annullare la propria identità e con essa l’idea vacua e futile che possiede di sé come individuo, andando incontro alla certezza di essere Nessuno e sentendosi al contempo parte integrante del Tutto di cui è manifestazione. È questa la spinta per attuare la propria metamorfosi e dare avvio al processo di evoluzione interiore, nella percezione che Itaca non sia la Meta finale, bensì l’ormeggio, cioè l’attraccare la propria imbarcazione, allegoria dell’Ego individuale, pervenendo di volta in volta a ciascuna meta, quante sono le molteplici soglie cui ci si affaccia durante l’esistenza. Perché, come uomini di cielo terreno sopra una terra celeste, siamo giunti a comprendere che per raggiungere Itaca non basti un unico viaggio.