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Niccolò Maria Pallavicini - L'ascesa al Tempio della Virtù attraverso il Mecenatismo - ( Niccolo Maria Pallavicini )

Libri antichi e moderni
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Dettagli

  • Soggetto
  • pittura-antica * italiana * monografie-Pallavicini (Niccolò, Maria)
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

1 lingua: italiano Legat. edit. in similpelle con sovrac. illustr. a col., cm 29x25, pag. XIII + 253, con 23 tavole a colori e 127 illustr. e tav. in b.n. - a cura di Stella Rudolph - Genovese di nascita ma cosmopolita per educazione, il marchese Pallavicini (1650 1714) fu banchiere di leggendaria ricchezza e insigne mecenate in Roma ove, entro la fine del Seicento, la sua collezione, era segnalata come la più notevole tra le recenti. Oltre al nucleo dei capolavori di Annibale Carracci, Andrea Sacchi, Pietro da Cortona e Claude Lorrain, la quadreria comprendeva centinaia di nature morte (Berentz, Van Vogelaer, Van Tamm), paesaggi (Dughet, Van Bloemen) e dipinti di soggetto storico, che rappresentavano le più aggiornate tendenze nella pittura romana capeggiata dal suo amico Carlo Maratti. Altrettanto celebre era l’arredo del suo palazzo, per la dovizia delle stoffe genovesi, le sculture di Camillo Rusconi e l’impareggiabile raccolta degli argenti di Giovanni Giardini. I tesori del Pallavicini, furono contesi ed incamerati nel Settecento dai maggiori collezionisti inglesi e da sovrani (Federico II di Prussia e Caterina II di Russia) complici, gli illustri intermediari dell’epoca (Gavin Hamilton, Mengs, Conte Algarotti, Horace Walpole).

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