Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin
Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1969
- Luogo di stampa
- Torino
- Autore
- Cerati Carla, Berengo Gardin Gianni, Basaglia Franco, Basaglia O, Ngaro Franca
- Editori
- Einaudi
- Soggetto
- fotografia
Descrizione
coll.Serie Politica 10, 16° oblungo, br., pp.nn. (88), illustrazioni n.t., minimi segni d'uso. Come fanno notare Parr e Badger, queste fotografie potrebbero essere state prese quasi ovunque, ancora oggi, in quei paesi dove i malati di mente vengono rinchiusi in istituti, facendo in modo che la società si dimentichi di loro. Come è noto, grazie alla Legge 180 fortemente voluta da Basaglia, la situazione cambiò radicalmente, regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale. L'Italia fu il primo paese al mondo ad abolire i manicomi, forse anche grazie a libri come questo. Quando si trattano temi così delicati "c'è una linea sottile tra la rivelazione e lo sfruttamento, tra la compassione e l'eccitazione pruriginosa. Questa linea qui non è attraversata" (cfr. Parr Badger). Indubbiamente le immagini non cercano le emozioni morbose del lettore ma mostrano la malattia con compassione e rispetto. Il supporto su cui è stampato, a differenza della maggior parte dei libri fotografici, non è carta lucida ma carta opaca, quasi a smorzare, a non evidenziare. Ma ancora più interessante è l'impaginazione che prevede immagini ripetute, sia in sequenza, sia dopo alcune pagine. Non si tratta di una semplice scelta grafica: la ripetizione fissa indelebilmente nella memoria ciò che si vorrebbe rimuovere ma che non è più possibile ignorare. # Prima edizione. Parr Badger II, 246. Auer 508. Davide Nuti, Charta 142, 12