Ludus / ludere. Giocare in Italia alla fine del medio evo
Ludus / ludere. Giocare in Italia alla fine del medio evo
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Dettagli
- ISBN
- 9788885669413
- Autore
- Alessandra Rizzi
- Editori
- Viella 1995
- Soggetto
- Vita quotidiana-Feste e divertimenti
Descrizione
236 pagine. Brossura. cm 17 x 24. Collana: Ludica. Collana di storia del gioco, 2. Commento dell'editore: Alla fine del medio evo (secoli XIII-XV) mentre nell'Italia di vecchia tradizione comunale i regimi signorili e principeschi intensificavano il controllo sui comportamenti sociali, anche le attività ludiche diventavano motivo di crescenti attenzioni. Le autorità civili e i rappresentanti della Chiesa si preoccuparono soprattutto di combattere l'azzardo. Tuttavia fu indispensabile concedere qualcosa all'infame" vizio, giungendo persino, con l'istituzione della casa da gioco pubblica (la baratteria), a trarne talora un vantaggio economico. Cresceva, inoltre, nelle autorità laiche la consapevolezza del valore strumentale del gioco, e non solo a fini addestrativi e di ricreazione, ma anche propagandistici e sociali; il palio diventava, così, il gioco "pubblico" dell'Italia di tradizione comunale fra Tre e Quattrocento: espressione della memoria cittadina e momento in cui far confluire istanze religiose e politiche. Anche la Chiesa giunse alla fine a riconoscere la necessità del gioco: così, alle soglie di una nuova età, se lo stato aveva assunto il monopolio dei grandi spettacoli pubblici, la Chiesa avrebbe cercato di controllare, almeno in parte, la ludicità dei singoli."