Libro d'arme, e d'amore chiamato Leandra figliuola del Gran Soldato di Babilonia cavato dalla vera Cronica di Tupino, Arcivescovo di Parigi. Nuovamente ristampato, e ricorretto.
Libro d'arme, e d'amore chiamato Leandra figliuola del Gran Soldato di Babilonia cavato dalla vera Cronica di Tupino, Arcivescovo di Parigi. Nuovamente ristampato, e ricorretto.
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Dettagli
- Luogo di stampa
- In Lucca, per Salv.e Giand.Marescandoli
- Autore
- Durante Pietro Da Gualdo
- Pagine
- 247
- Editori
- In Lucca, per Salv.e Giand.Marescandoli
- Soggetto
- Poema cavalleresco- Fig.
- Lingue
- Italiano
Descrizione
12°, vignette al front.ed all'inizio di ciascun canto (24), fioriture e bruniture, qualche insignificante forellino, leg. mz. perg. con angoli e tassello al dorso. La discreta norietà legata al nome del D. non fu però dovuta alla qualità di notaio, quanto ad un fortunato (almeno stante al numero delle edizioni) poema cavalleresco che pubblicò con il titolo di "Libro chiamato Leandra." Il poema, appartenente al ciclo carolingio, su cui si innestano secondo una tradizione tipicamente italiana i motivi delle peregrinazioni in Oriente, propri del ciclo bretone, riveste una particolare importanza bibliografica in quanto è divenuto molto raro, nonostante le numerose edizioni dal XVI al XVII sec.: alla prima cinquecentina rarissima fecero seguito ben venti ediz. veneziane più un'ediz. di Lucca, Marescandoli. La Leandra rappresenta per più motivi un poema interessante. Prima di tutto per la data abbastanza precoce di pubblicazione, in secondo luogo per la scelta bizzarra dell'uso della sesta rima in luogo della tradizionale ottava, .