Lettere veneziane
Lettere veneziane
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2012
- ISBN
- 9788865421352
- Autore
- William Beckford
- Pagine
- 128
- Soggetto
- Libro
- Lingue
- Italiano
Descrizione
Agli inizi di aprile del 1783, Dreams Waking Thoughts and Incidents, il volume che raccoglie le memorie di viaggio di William Beckford, Š pronto per la pubblicazione. Il giorno 15 dello stesso mese di aprile, per•, cedendo alle pressioni familiari, Beckford ritira l'intera tiratura e la brucia. Delle cinquecento copie stampate ne salva appena sei, che custodisce nella biblioteca di famiglia, a Fonthill, a disposizione di pochi selezionati amici. Dreams vedr… la luce solo nel 1834, puntigliosamente revisionato da Beckford nella forma, nello stile e nel contenuto, come primo volume di Italy; with Sketches of Spain and Portugal, incontrando favore di pubblico e di critica. Qui si presentano in traduzione, tratte dall'edizione del 1834, le lettere relative al soggiorno a Venezia, la tappa iniziale del viaggio in Italia. Su Beckford, giovane colto e raffinato, nutrito delle atmosfere malinconiche dei canti di Ossian, smarrito nei mondi favolosi delle Mille e una notte e dell'Orlando Furioso, la Serenissima esercita un fascino straordinario, suscitando impressioni potenti, alimentando fantasie che nella pagina scritta si traducono nella prima vera rappresentazione letteraria di Venezia come citt… ®orientale¯, luogo a un tempo fisico e sospeso. Una citt… in cui il giovane Beckford si riconosce e alla quale si abbandona. Venezia: ambigua e sensuale, fragile e decadente, eterea e carnale. William Thomas Beckford (1760-1844), l'autore di Vathek: An Arabian Tale (1786), Š una delle personalit… letterarie pi— versatili e controverse dell'Inghilterra di fine Settecento. Scrittore di racconti, di romanzi e libri di viaggio, musicista per diletto, bibliofilo, collezionista d'arte, soprattutto detentore di una delle maggiori fortune d'Europa, Beckford visse una vita per molta parte segnata dall'eccesso, fino a quando, in seguito a un grave dissesto finanziario, nel 1822, non decide di ritirarsi a Bath.