Lettere amorose e galanti
Lettere amorose e galanti
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Dettagli
- ISBN
- 9788843033713
- Autore
- Autore: Balderico Di Bourgueil, Marbodo Di Rennes, Ildeberto Di , Lavardin
- Editori
- Carocci Editore 2005
- Curatore
- : Manuela Sanson
- Soggetto
- Letteratura-Poesia
Descrizione
144 pagine. Brossura. Collana: Biblioteca Medievale, 100. Commento dell'editore e quarta di copertina: Fra la seconda metà del secolo XI e gli inizi del successivo, quasi contemporaneamente al sorgere della poesia dei trovatori, alcuni scrittori latini che ricoprirono importanti cariche ecclesiastiche nelle città della Loira e delle regioni circostanti (Angers, Tours, Orléans, Poitiers, Rennes, Chartres) svilupparono una sorprendente produzione di lettere poetiche indirizzate a donne e caratterizzate da toni oscillanti fra l'ammirazione, l'affetto, la complicità e una ardente sensualità. Tra gli autori spiccano i nomi di Balderico di Bourgueil (1045/1046-1130), Marbodo di Rennes (1035-1123) e Ildeberto di Lavardin (1055-1133). Le destinatarie sono grandi signore, come la contessa Adele di Blois o la regina Matilde d'Inghilterra, oppure giovani monache appassionate di poesia come Muriel, Costanza, Emma e Agnese, o semplicemente ragazze di buona famiglia che frequentavano le scuole monastiche per poi tornare nel mondo. Se in un componimento come quello dedicato da Balderico alla contessa Adele - che i cortigiani contemplano senza ricompensa", reputando "un grande favore nutrirsi di vane speranze" - sembra delinearsi già la figura della dama inaccessibile delle corti trobadoriche, nelle lettere indirizzate a giovani religiose o a nobili educande i premurosi insegnamenti morali - mantenetevi pure, pregate, leggete i testi sacri - si volgono spesso in galanteria quando non in bruciante passione. Come in una serie di poesie inviate da Marbodo ad alcune amicae del monastero di Notre Dame a Le Ronceray e sulle quali per molto tempo ha gravato un imbarazzato silenzio editoriale, o in certe lettere di Balderico a Costanza, che sembrano anticipare il raffinato e paradossale erotismo della fin'amor: "La carne e le viscere non si eccitano davanti a te, / ma senza inganno ti amo appassionatamente. [ ] è un amore eccezionale, non accompagnato da lascivia / e non offuscato da passione illecita. / Continuo a prediligere la tua verginità, / amo la purezza del tuo corpo"."