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Lettere all’O.V.R.A. di Pitigrilli. Prefazione di Emilio Lussu

Libri antichi e moderni
Pitigrilli (Prefazione Di Emilio Lussu, Domenico Zucàro)
Parenti,, 1961
75,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1961
  • Luogo di stampa
  • Firenze,
  • Autore
  • Pitigrilli (Prefazione Di Emilio Lussu
  • Pagine
  • pp. XIII [3] 154 [6].
  • Collana
  • collana «Testimonianze del tempo», volume LXIII,
  • Editori
  • Parenti,
  • Formato
  • in 8°,
  • Curatore
  • Domenico Zucàro)
  • Edizione
  • Prima edizione.
  • Soggetto
  • Fascismo Politica
  • Descrizione
  • brossura bianca con titoli neri al piatto e neri al dorso, sovracoperta illustrata e titoli a colori al piatto, neri al dorso.
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Prima edizione. Menda alla testa e al piede della sovracoperta e gora al lato superiore della brossura, ma per il resto ottimo esemplare. Libro edito nel 1961 che ricostruisce la storia di Pitigrilli, al secolo Dino Segre, figura tanto sinistra quanto affascinante della prima metà del Novecento: benché nato in una famiglia di origine ebraica, Segre non fu soltanto un sostenitore del fascismo ma anche un informatore dell’O.V.R.A. (la polizia segreta fascista) sospettato di responsabilità dirette nell’arresto di svariate e spesso illustri figure dell’antifascismo piemontese (tra cui Giulio Einaudi, Piero Martinetti, Leone Ginzburg, Vittorio Foa, Cesare Pavese). Attraverso la corrispondenza tra lo scrittore e giornalista e la famigerata polizia politica, Zucàro propone un ritratto privo di ambiguità o di dubbi rispetto alla condotta di Pitigrilli: «Pensiamo che l’immagine della spia appartenente alla cospirazione risorgimentale che il romantico Giovanni Prati si sentiva “al suo calcagno” scompaia completamente di fronte al cinismo malvagio di un delatore come Del Re o Pitigrilli. La stessa immagina pare si dilegui di fronte alla naturale perversione al male di un Pitigrilli. Il quale si annega nella sua mancanza di scrupoli o nella sua abbiezione morale, senza poter contare sul senso di una moderna avventura, ma soltanto su di un puro e semplice basso e venale tornaconto. Dall’altra parte invece le sue vittime, nella dura realtà delle cose [.] rimangono come la più severa accusa» (dalle pagine introduttive al volume).

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